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Sentenza

Sentenza n. 3906/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: del provvedimento diniego della domanda di trasferimento ex art. 42 bis dlgs n. 151/2001 per l’annullamento Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati dal ricorrente il 30\7\2025: del provvedimento di assegnazione ex art. 42 bis Dlgs n. 151/2001

Giustizia amministrativa202506759

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001 e successivo provvedimento di assegnazione temporanea presso il Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, in servizio a Roma presso GENIODIFE, aveva chiesto l'assegnazione temporanea per tre anni presso il VII Reggimento Aviazione dell'Esercito di Rimini o, in subordine, presso altra sede o ente nella provincia o regione di residenza del coniuge e del nucleo familiare. Il diniego era stato motivato con la grave carenza di organico dell'ufficio di appartenenza, che sarebbe divenuta critica a seguito del trasferimento. Il ricorrente deduceva incoerenze tra il preavviso e il provvedimento finale, difetto di istruttoria e di motivazione, nonché l'omessa considerazione della sua effettiva posizione professionale: pur appartenendo alla specialità S4, svolgeva funzioni S1 in posizione extraorganica. Dopo una prima ordinanza cautelare che imponeva il riesame, l'Amministrazione annullava il diniego e disponeva l'assegnazione presso Piacenza. Con motivi aggiunti il ricorrente contestava tale sede, ritenendola inadeguata rispetto alla finalità di ricongiungimento familiare, e deduceva l'elusione delle verifiche richieste dal giudice, la carenza istruttoria e motivazionale, l'illogicità dell'azione amministrativa e la violazione del giusto procedimento.

La decisione

Il ricorso originario è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto d'interesse, poiché il diniego iniziale era stato annullato dall'Amministrazione in esecuzione dell'ordinanza cautelare. Non è stata invece dichiarata la cessazione della materia del contendere, poiché il successivo provvedimento del 3 settembre 2025 aveva efficacia solo temporanea, limitata alla durata del giudizio, e una volta cessato avrebbe potuto rivivificare la regolazione precedente. I motivi aggiunti sono stati accolti e il provvedimento del 18 luglio 2025, con assegnazione a Piacenza, è stato annullato nei limiti dell'interesse del ricorrente. Il giudice ha rilevato che l'Amministrazione non aveva svolto le verifiche imposte dalle ordinanze cautelari: in particolare, non aveva accertato la disponibilità di posti in corrispondente posizione retributiva presso le sedi richieste né chiarito adeguatamente la rilevanza della diversa specialità professionale del militare rispetto alle funzioni svolte presso l'ente di appartenenza. La carenza organizzativa dell'ente di provenienza, inoltre, preesisteva all'impiego del ricorrente e non poteva essere posta indefinitamente a suo carico, soprattutto alla luce della sua utilizzazione extraorganica e della riorganizzazione del settore. L'Amministrazione è stata quindi onerata di un nuovo riesame conforme alle indicazioni della sentenza. Le spese sono state poste a carico dell'Amministrazione e liquidate in 3.305 euro, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.lgs. 151/2001

    assegnazione temporanea in altra sede per il dipendente con figli minori di tre anni

    L'Amministrazione deve verificare concretamente la disponibilità di posti in corrispondente posizione retributiva presso le sedi richieste e motivare adeguatamente sia le esigenze organizzative ostative sia l'individuazione della sede di destinazione, tenendo conto della finalità di ricongiungimento familiare.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La norma è richiamata in relazione al preavviso comunicato prima del diniego dell'assegnazione temporanea; la sentenza segnala le incoerenze tra le ragioni del preavviso e quelle dell'atto finale.

Massime di principio

  • Nel procedimento di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001, l'Amministrazione deve verificare la disponibilità di posti in corrispondente posizione retributiva presso le sedi indicate dall'istante, considerando l'intero spettro delle funzioni riconducibili alla posizione e non soltanto le mansioni concretamente svolte dal dipendente nella sede di provenienza.
  • Il diniego dell'assegnazione temporanea non può fondarsi su una carenza organizzativa preesistente all'impiego del richiedente, non adeguatamente correlata alle sue effettive funzioni e destinata a gravare indefinitamente sul dipendente; le esigenze organizzative devono essere oggetto di concreta istruttoria e motivazione.
  • Quando l'Amministrazione adotta un nuovo provvedimento in esecuzione di un'ordinanza cautelare, deve rispettare effettivamente gli approfondimenti istruttori e motivazionali richiesti dal giudice; la mera riedizione formale del potere non sana le carenze già accertate.
  • Nella scelta della sede di assegnazione temporanea, l'Amministrazione deve motivare la preferenza per una sede lontana da quella richiesta, tenendo conto della funzione di ricongiungimento al nucleo familiare propria dell'istituto.
  • L'annullamento del provvedimento originario da parte dell'Amministrazione determina l'improcedibilità del ricorso contro di esso per sopravvenuto difetto d'interesse; tuttavia, se il successivo provvedimento ha efficacia soltanto temporanea e può lasciare rivivere la disciplina precedente, permane l'interesse a impugnare gli atti successivi.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoMotivazione del provvedimentoInvalidità del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potereSopravvenuta carenza di interesse

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