Ordinanza n. 196/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento comunale di irricevibilità della SCIA per lavori di manutenzione straordinaria, connesso a istanza di sanatoria edilizia ex art. 36-bis d.P.R. 380/2001
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Comune ha dichiarato irricevibile una SCIA relativa a lavori di manutenzione straordinaria del fabbricato, sostenendo che l’immobile fosse stato regolarizzato o fosse in corso di regolarizzazione mediante istanza di accertamento di conformità presentata ai sensi dell’art. 36-bis d.P.R. 380/2001. Ha inoltre chiesto l’accertamento della formazione del silenzio-assenso sulla pratica di sanatoria e il risarcimento dei danni derivanti dagli atti e comportamenti dell’amministrazione. In sede cautelare ha prospettato un pregiudizio grave e irreparabile al proprio diritto dominicale e al bene primario dell’abitazione.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del periculum in mora: il ricorrente non ha provato né analiticamente illustrato un pregiudizio grave e irreparabile, limitandosi a una prospettazione generica e astratta riferita al diritto di proprietà e all’abitazione. Il Collegio ha rilevato anche l’assenza, allo stato, di sufficienti profili di fumus boni iuris. Sull’immobile pendeva infatti un ordine di demolizione i cui termini di ottemperanza erano ampiamente scaduti prima della presentazione dell’istanza di sanatoria, anche considerando il contenzioso relativo all’ordine demolitorio. Richiamando l’Adunanza plenaria n. 16/2023, il TAR ha ritenuto che, alla scadenza del termine di 90 giorni, l’amministrazione divenga ipso iure proprietaria del bene abusivo e il responsabile non sia più legittimato a presentare l’istanza di accertamento di conformità. Ne ha tratto la conseguenza che l’istanza ex art. 36-bis e la successiva SCIA risultano inefficaci, perché presentate da soggetto non più legittimato, e che la normativa sopravvenuta non può travolgere acquisizioni patrimoniali già perfezionate. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità del caso.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Il pregiudizio grave e irreparabile, richiesto dall’art. 55 c.p.a.
La tutela cautelare richiede la prova e l’esplicitazione analitica di un pregiudizio grave e irreparabile; una lesione genericamente riferita alla proprietà o all’abitazione non è sufficiente.
art. 31 d.P.R. 380/2001
alla “scadenza del termine di 90 giorni, l’Amministrazione è dunque ipso iure proprietaria del bene abusivo”
Il decorso del termine assegnato con l’ordine di demolizione determina l’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo al patrimonio comunale, con conseguente perdita della legittimazione del responsabile a presentare l’istanza di accertamento di conformità.
art. 36-bis, comma 6, d.P.R. 380/2001
L’istanza di sanatoria prevista dalla disposizione non produce effetti se presentata da soggetto che, per effetto dell’acquisizione già perfezionata, non è più legittimato a richiedere l’accertamento di conformità.
Massime di principio
- La domanda cautelare non può essere accolta quando il ricorrente prospetti soltanto in termini generici la lesione del diritto di proprietà o del diritto all’abitazione: il periculum in mora deve consistere in un pregiudizio grave e irreparabile, specificamente allegato e provato.
- Quando il termine di 90 giorni assegnato con un ordine di demolizione sia decorso senza ottemperanza, l’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo al patrimonio comunale si perfeziona ipso iure; da quel momento il responsabile dell’abuso perde la legittimazione a presentare un’istanza di accertamento di conformità.
- Un’istanza di sanatoria edilizia e la successiva SCIA sono inefficaci se presentate da un soggetto che, al momento della loro presentazione, non era più legittimato perché l’acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale si era già perfezionata.
- La disciplina sopravvenuta della sanatoria edilizia non travolge le acquisizioni patrimoniali già perfezionate in favore dell’amministrazione.
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