Cassazione Penale, Sentenza n. 05755/2026 del 12/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello del 17/02/2025 che li aveva dichiarati responsabili del reato di cui all'art. 291-quater DPR 43/1973 (per tutti e tre) e, per Gennaro Troncone, anche degli artt. 81 cpv., 110, 473 c.p. Troncone ha censurato la confisca ai sensi dell'art. 240-bis c.p. (confisca per sproporzione) e la determinazione della pena (mancata applicazione del minimo e aumento per reato satellite/continuazione). Troncone e Grieco hanno anche dedotto errori nella determinazione della pena. Surian ha impugnato la valutazione probatoria del vincolo associativo (assenza di prova di accordo stabile/program criminoso) e la negazione delle circostanze attenuanti generiche.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Antonio Grieco ed Emanuele Surian. Per Surian ha ritenuto infondati i motivi relativi al vincolo associativo e alla mancata concessione delle attenuanti generiche, confermando la motivazione della Corte territoriale e richiamando i criteri di valutazione degli artt. 62-bis e 133 c.p. Ai sensi dell'art. 616 c.p.p. i ricorrenti Surian e Grieco sono stati condannati al pagamento delle spese. Il ricorso di Gennaro Troncone è stato accolto solo in relazione alla confisca del lastrico solare sito in Pozzuoli (via Domenico Fatale n.5): quella specifica confisca è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Napoli per nuovo giudizio conforme alle indicazioni della Cassazione; il resto delle censure di Troncone è stato invece respinto. La Corte ha inoltre precisato e richiamato i criteri interpretativi relativi all'art. 240-bis c.p., alla prova dell'associazione e alla valutazione delle attenuanti generiche.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
Disciplina la confisca 'per sproporzione' (confisca allargata). La Corte ricorda i requisiti: condanna per reato-spia; disponibilità di beni sproporzionati rispetto a redditi/attivita' dichiarati; onere per l'imputato di allegare circostanze concrete che dimostrino la provenienza lecita; e ragionevolezza temporale dell'accumulo patrimoniale rispetto ai reati-spia. La confisca ha finalità meramente ripristinatorie e richiede motivazione rafforzata in presenza di intestazione a terzi.
art. 291-quater DPR 43/1973
Reato-spia per i fini dell'art. 240-bis; alla condanna per questa fattispecie può essere agganciata la presunzione relativa di provenienza illecita dei beni.
art. 62-bis cod. pen.
Disciplina il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Non è diritto automatico: richiede elementi di segno positivo e la decisione del giudice di merito è rimessa a discrezionalità motivata; è sufficiente che il giudice indichi gli elementi preponderanti ostativi alla concessione.
art. 133 cod. pen.
Criteri per la determinazione della pena (gravità del fatto, personalità del reo, ecc.). La Corte ricorda che il giudice di merito deve motivare l'esercizio della discrezionalità sanzionatoria, ma non è richiesta valutazione analitica su ogni singolo parametro.
art. 81 cod. pen.
Regole sul cumulo/continuazione di reati e limiti degli aumenti: la Corte ha verificato che l'aumento per reato satellite fosse proporzionato e non configurasse cumulo surrettizio.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma sulle spese processuali: la Corte ha disposto che i ricorrenti le sostengano per il rigetto dei rispettivi ricorsi.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.
Fondamenti di censure ammessi in cassazione (violazione di legge e vizio della motivazione). I motivi dei ricorrenti sono stati esaminati alla luce di questi profili; molti sono stati ritenuti meri inviti a riconsiderare i fatti e non specifici errori logico-giuridici.
art. 275 cod. proc. pen.
Criteri per l'adozione e la valutazione delle misure cautelari (idoneità, necessità, proporzionalità). La Corte ha evidenziato la differenza di finalità tra esigenze cautelari e giudizio sulle attenuanti generiche.
art. 132 cod. pen.
Principi che regolano la discrezionalità nella determinazione della pena; la Corte ha richiamato che la motivazione va valutata in relazione all'entità della pena e alla sua collocazione nella forbice edittale.
Massime di principio
- Confisca per sproporzione (art. 240-bis): il giudice opera su una presunzione relativa di origine illecita dei beni; il condannato non deve provare un fatto negativo ma deve allegare circostanze positive, documentali e concrete che rendano credibile la provenienza lecita.
- Ragionevolezza temporale: la valutazione della sproporzione patrimoniale deve tener conto del momento di acquisizione dei singoli beni; acquisti anteriori al periodo 'sospetto' possono indebolire la giustificazione della confisca a meno che non vi siano elementi che dimostrino operazioni simulate o intestazioni fittizie.
- Beni intestati a coniuge/terzi: possono essere assoggettati a confisca se emergono indizi di simulazione o di disponibilità effettiva del condannato; in tali ipotesi è richiesta motivazione adeguata sul nesso tra disponibilità e attività illecita.
- Onere motivazionale e sindacabilità in Cassazione: le valutazioni di fatto del giudice di merito sono sindacabili in Cassazione solo se affette da vizio logico-giuridico manifesto; non è sufficiente proporre una diversa lettura dei fatti senza dimostrare l'illogicità evidente della motivazione.
- Circostanze attenuanti generiche (art. 62-bis): non costituiscono un diritto automatico; il giudice può negarle valorizzando elementi negativi della personalità o della gravità del fatto, e la decisione è sindacabile in legittimità solo se contraddittoria o illogica.
- Determinazione della pena: il giudice di merito ha ampia discrezionalità purché motivi la scelta, specialmente quando la pena è significativamente superiore alla misura media; aumenti di lieve entità per reati satellite richiedono motivazione meno analitica rispetto a incrementi rilevanti.
- Strategia difensiva preventiva: in casi di possibile confisca per sproporzione è essenziale produrre documentazione probatoria dettagliata (contratti, bonifici, prove di prezzi, atti societari, flussi bancari coerenti) e svolgere indagini patrimoniali sugli anni rilevanti per ricostruire acquisti anteriori al periodo contestato.
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