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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46724/2024 del 19/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Zhou ha impugnato l'ordinanza che ha respinto il suo incidente di esecuzione volto alla revoca del vincolo cautelare apposto sul complesso aziendale e sui beni della "Bold Sala Taglio s.r.l." (società amministrata formalmente dalla moglie, Chen Lisi). Il ricorrente sosteneva che il sequestro fosse stato esteso ai beni della "Bold" senza alcun elemento indiziario che comprovasse la sua qualifica di amministratore di fatto di quella società; l'attribuzione di disponibilità dei beni a lui sarebbe comparsa per la prima volta nell'ordinanza impugnata ed era, secondo la difesa, apodittica e priva di motivazione, in violazione dei requisiti previsti per le misure cautelari reali e per la contestazione della confisca per equivalente ai sensi dell'art. 603-bis.2 c.p.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio al Tribunale di Bologna per nuovo giudizio. Ha rilevato un vizio di motivazione grave nella parte in cui l'ordinanza attribuisce a Zhou la qualifica di amministratore di fatto della "Bold Sala Taglio" e la disponibilità dei relativi beni, senza esporre elementi concreti che giustifichino tale attribuzione oltre il rapporto coniugale e senza richiamare elementi indiziari specifici. Ha indicato che il giudice del rinvio dovrà chiarire le ragioni concrete (oltre il rapporto di coniugio) che giustifichino l'attribuzione della disponibilità dei beni e dovrà tener conto del principio delle Sezioni Unite sulla confisca per equivalente in caso di concorso di persone nel reato (ossia la confisca nei confronti del singolo limitata a quanto da questi concretamente conseguito, con ripartizione in parti uguali solo in mancanza di diversa individuazione).

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    norma richiamata come competenza del GIP nelle questioni attinenti alla fase esecutiva di una misura cautelare reale

  • art. 666 cod. proc. pen.

    norma collegata all'ambito di intervento del giudice in materia di misure cautelari reali (richiamata insieme all'art. 665)

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    consente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; qui è il presupposto formale dell'azione cautelare eseguita sugli asset attribuiti al profitto/prodotto del reato

  • art. 603-bis cod. pen.

    prevede il reato e le misure nelle ipotesi di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro richiamate nell'imputazione

  • art. 603-bis, comma 2, cod. pen.

    stabilisce la confisca obbligatoria delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, del prezzo/prodotto/profitto e, ove la confisca diretta non sia possibile, la confisca per equivalente sui beni di cui il reo ha la disponibilità, anche indirettamente o per interposta persona

  • art. 324 cod. proc. pen.

    norma che disciplina il riesame del decreto di sequestro (qui richiamata rispetto all'annullamento parziale del sequestro in favore di Chen Lisi)

  • art. 2639 cod. civ.

    criterio civilistico di riferimento per individuare la figura dell'amministratore di fatto (necessità che l'attività gestoria sia non episodica e rilevante)

  • Sezioni Unite - principio sulla confisca in caso di concorso di persone

    In caso di concorso di persone nel reato, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la confisca è disposta nei confronti del singolo concorrente limitatamente a quanto dal medesimo concretamente conseguito. Il relativo accertamento è oggetto di prova nel contraddittorio fra le parti. Solo in caso di mancata individuazione della quota di arricchimento del singolo concorrente, soccorre il criterio della ripartizione in parti uguali.

    la Corte richiama che, anche nel sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, occorre individuare la quota di profitto spettante al singolo concorrente; la motivazione del giudice deve consentire questa individuazione o giustificare il ricorso al criterio di ripartizione

Massime di principio

  • La confisca per equivalente può colpire beni formalmente intestati a terzi (anche coniugi) solo se emerge con elementi concreti e motivati che quei beni erano nella disponibilità, diretta o indiretta, del soggetto indagato; il semplice rapporto di coniugio non giustifica il vincolo.
  • Per attribuire la qualifica di "amministratore di fatto" occorrono indizi che dimostrino un'attività gestionale non occasionale sulla società (criterio ex art. 2639 c.c. richiamato); l'accertamento deve essere motivato e documentato.
  • Nei sequestri finalizzati alla confisca per equivalente in presenza di più concorrenti, la misura deve essere proporzionata alla quota effettivamente conseguita da ciascuno; se tale quota non può essere determinata, va motivato il ricorso al criterio della ripartizione in parti uguali.
  • Il giudice deve sempre dare una motivazione minima, coerente e completa quando attribuisce la disponibilità di beni a un indagato, indicando gli elementi fattuali e probatori che giustificano l'intervento cautelare.
  • L'incidente di esecuzione e il ricorso per cassazione sono strumenti utili per contestare la modulazione esecutiva di sequestri reali quando manchino elementi di collegamento tra il reato e i beni oggetto di vincolo.
  • In fase di esecuzione di misure reali il Pubblico Ministero non può mantenere un vincolo su beni restituiti senza un'adeguata argomentazione della disponibilità dell'indagato su tali beni; tale scelta va sorretta da elementi concreti e documentati.

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