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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35880/2024 del 25/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di patteggiamento del 15/01/2024 sostenendo vizi di motivazione e errata applicazione della legge penale (artt. 178 e 444 c.p.p.). In particolare, era stato concordato tra imputato e pubblico ministero che la reclusione di 4 anni fosse sostituita con la detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 20‑bis c.p., ma il Giudice dell'udienza preliminare, pur accogliendo il patteggiamento e applicando la pena concordata, non aveva disposto la sostituzione con la detenzione domiciliare né aveva motivato la mancata applicazione della sanzione sostitutiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo fondato il motivo. Ha rilevato che la richiesta di applicazione di una sanzione sostitutiva nel patteggiamento è congiunta alla richiesta di applicazione della pena e che il giudice è obbligato a verificarne l'ammissibilità: se la sostituzione non è applicabile deve rigettarla motivatamente, ma non può modificare i termini dell'accordo tra le parti. La sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Padova per il prosieguo, affinché il Giudice valutasse in quella sede l'eventuale accoglimento o il rifiuto della richiesta di sostituzione sulla base di eventuali ragioni oggettive o soggettive ostative.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina il patteggiamento; la Corte interpreta che la richiesta di sanzione sostitutiva formulata con il patteggiamento è parte integrante e unitaria dell'accordo e il giudice deve verificarne l'ammissibilità senza poter modificare i termini concordati.

  • art. 20‑bis cod. pen.

    Prevede la possibilità di sostituire la reclusione con misure alternative, come la detenzione domiciliare; nel caso concreto le parti avevano concordato tale sostituzione, che il giudice avrebbe dovuto accettare o respingere con motivazione.

  • art. 178 cod. proc. pen.

    Riguarda l'obbligo di motivazione delle decisioni; richiamato dal ricorrente per censurare la mancata motivazione del GUP circa l'omessa applicazione della sostituzione concordata.

  • artt. 416, 624, 648 cod. pen.

    Sono i reati per i quali è stata irrogata la pena in sede di patteggiamento; la decisione sulla sanzione sostitutiva doveva tener conto anche delle condizioni soggettive e oggettive relative a tali fattispecie.

Massime di principio

  • Nel patteggiamento la richiesta di applicazione di una misura sostitutiva (es. detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 20‑bis c.p.) è parte integrante e congiunta dell'accordo: il giudice può accoglierla o respingerla motivatamente, ma non può modificarne i termini.
  • Se il giudice omette di applicare la sanzione sostitutiva concordata senza motivazione, la decisione è vulnerabile e la Cassazione può annullarla, disponendo il rinvio o la trasmissione per il 'ulteriore corso' perché il giudice valuti l'ammissibilità della sostituzione.
  • Il giudice deve sempre controllare l'ammissibilità della sostituzione secondo i presupposti di legge e motivare adeguatamente il rifiuto, indicando ragioni oggettive o soggettive ostative.
  • Difensore e pubblico ministero, se concordano una misura sostitutiva nel patteggiamento, dovrebbero esplicitare nei termini dell'accordo le ragioni di ammissibilità e ogni elemento utile a impedire che il giudice rigetti la richiesta per carenza motivazionale.

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