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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9458/2023 del 07/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di parziale riforma della Corte d'Appello di Brescia che aveva assolto Racinello per il reato di cui all'art. 189, comma 6, c.d.s., ritenendo applicabile la causa di non punibilità di cui all'art. 131-bis c.p. Il PG deduceva che la Corte d'Appello aveva giudicato appellabile una sentenza del GIP resa ai sensi dell'art. 129 c.p.p. (provvedimento adottato dopo richiesta di decreto penale), che è in realtà inappellabile e impugnabile solo con ricorso per cassazione; sosteneva inoltre l'erronea applicazione della causa di non punibilità invocando l'atteggiamento non collaborativo e la mancata resipiscenza dell'imputata (negazione dello scontro, rifiuto di fornire generalità e documenti, comportamento ostile), elementi che a suo avviso escluderebbero la non punibilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello (16/02/2022), ha riqualificato l'atto di appello del Procuratore Generale come ricorso per cassazione e lo ha dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che il giudizio di merito (GIP di Bergamo) avesse fornito una motivazione coerente e logica basata su plurime prove dichiarative (testimonianze secondo le quali la persona offesa non aveva bisogno di aiuto e l'imputata era rimasta vicino al motociclo per un tempo congruo), sicché non sussistevano vizi di razionalità o contraddittorietà tali da poter essere censurati in sede di legittimità. In sostanza l'impugnazione del PG è stata respinta e l'effetto pratico conferma l'assoluzione/il proscioglimento pronunciato in primo grado.

Norme richiamate

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Il provvedimento di proscioglimento emesso dal GIP in seguito alla richiesta di decreto penale è inappellabile e può essere impugnato solo mediante ricorso per cassazione; la Corte l'ha ritenuta decisione da impugnare esclusivamente in cassazione.

  • art. 459 co. 3 cod. proc. pen.

    art. 459, comma 3, c.p.p.

    Norma collegata alla procedura di decreto penale e alla impugnabilità dei provvedimenti: conferma che taluni provvedimenti emessi nell'ambito del decreto penale non sono soggetti ad impugnazione mediante appello, ma solo per cassazione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (e valutazione della condotta del reo, collaborazione e resipiscenza): nella fattispecie la Corte di merito ha ritenuto applicabile la non punibilità sulla base degli elementi di fatto, valutazione non sindacabile in Cassazione se motivata e non contraddittoria.

  • art. 189 cod. strada (commi 6 e 7)

    art. 189, commi 6 e 7, c.d.s.

    Prevedono l'obbligo di fermarsi e di prestare soccorso in caso di incidente con lesioni; la Corte ha ritenuto che, secondo le testimonianze, la persona offesa non necessitava di aiuto (comma 7) e l'imputata era rimasta sul luogo per un tempo congruo (comma 6), elementi che hanno inciso sull'accertamento della responsabilità.

  • art. 173, co. 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disposizioni attuative c.p.p.

    Norma richiamata con riferimento ai limiti della formulazione del motivo in Cassazione (obbligo di sintesi/indicazione essenziale del motivo); il ricorso del PG è stato formulato nei limiti previsti ma comunque dichiarato inammissibile sul merito.

  • Giurisprudenza: Sez. Un. n. 43055/2010 e Sez. 5 n. 13905/2017

    Sez. Un. n. 43055/2010; Sez. 5 n. 13905/2017

    Precedenti della Corte che stabiliscono l'indirizzo secondo cui la sentenza di proscioglimento del GIP, emessa a seguito di richiesta di decreto penale, è impugnabile solo in Cassazione; la Corte ha applicato tali principi per annullare senza rinvio la decisione d'appello che aveva errato competenza/impugnabilità.

Massime di principio

  • Un provvedimento di proscioglimento del GIP adottato a seguito di richiesta di decreto penale è inappellabile: se un giudice d'appello si pronuncia su un tale provvedimento, la Cassazione può annullare senza rinvio e convertire l'impugnazione in ricorso per cassazione.
  • La conversione dell'appello in ricorso per cassazione avviene quando l'impugnante ha proposto appello contro una sentenza non appellabile; la Corte di Cassazione decide allora sull'originario gravame riqualificato come ricorso.
  • In sede di legittimità la Corte non può esercitare una revisione del merito basata sulla rivalutazione delle prove: se la motivazione dei giudici di merito è coerente, logica e priva di contraddizioni manifeste, la censura è inammissibile.
  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione fattuale (tenuità, collaborazione, resipiscenza, concreto impatto dell'evento) che è rimessa ai giudici di merito; la Cassazione interviene solo se emerge un vizio giuridico o motivazionale serio.
  • Se si contesta l'erronea qualificazione dell'atto di impugnazione (appello vs ricorso), è fondamentale richiamare la giurisprudenza di legittimità che chiarisce l'impugnabilità dei provvedimenti emessi nell'ambito del procedimento di decreto penale.
  • Nelle ipotesi di reati stradali (art. 189 c.d.s.), elementi come la durata della sosta dell'autore e la necessità di soccorso da parte della persona offesa sono fattori decisivi nella valutazione della sussistenza del reato e nell'applicazione di eventuali cause di non punibilità.

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