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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15888/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza d'appello che ha riqualificato il furto pluriaggravato in ricettazione e ha rideterminato la pena. Il ricorrente deduceva violazione del principio di correlazione tra imputazione e sentenza (art. 521 c.p.p. e art. 111 Cost.) sostenendo che, informato della nuova qualificazione, non gli sarebbe stato possibile revocare la richiesta di giudizio abbreviato né proporre nuova istruttoria; chiedeva l'inutilizzabilità delle spontanee dichiarazioni autoaccusatorie rese nell'immediatezza dei fatti.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile come manifestamente infondato. La Cassazione ha confermato che il giudice può riqualificare il fatto anche in sede di giudizio abbreviato e che la garanzia del contraddittorio è rispettata quando la riqualificazione fosse prevedibile o non abbia impedito al ricorrente di difendersi efficacemente. Nel caso concreto la Corte d'appello ha fondato la condanna per ricettazione su dichiarazioni di terzi e sulla mancanza di una spiegazione credibile del possesso dell'auto, non sulle spontanee dichiarazioni dell'imputato; la riqualificazione era coerente con le contestazioni e con la tesi difensiva. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 521 c.p.p.

    Consente al giudice di dare in sentenza al fatto una diversa definizione giuridica rispetto a quella enunciata nell'imputazione; tale potere è esercitabile anche nel giudizio abbreviato, fermo il rispetto delle garanzie del contraddittorio

  • art. 441-bis c.p.p.

    Prevede la revoca della richiesta di giudizio abbreviato solo in presenza di modificazione dell'imputazione da parte del pubblico ministero a seguito di integrazione probatoria (abbreviato condizionato)

  • art. 423 c.p.p.

    Norma riferita alla facoltà del pubblico ministero di modificare l'imputazione tramite nuova contestazione; la sua esclusione nel rito abbreviato non impedisce comunque al giudice di riqualificare il fatto in sentenza

  • art. 441 c.p.p.

    Richiamata nel ragionamento sul rito abbreviato e sulle modifiche dell'imputazione; utile per distinguere le facoltà dell'accusa nei vari riti

  • art. 111 Cost.

    Richiama il principio di correlazione tra accusa e sentenza e il diritto all'equo processo; va bilanciato con il potere del giudice di riqualificare i fatti, garantendo il contraddittorio effettivo

  • Convenzione EDU, art. 6

    Richiama le garanzie del giusto processo (diritti della difesa e contraddittorio) e le interpretazioni della Corte EDU (es. sent. Drassich) in tema di riqualificazione dell'imputazione

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna per spese processuali in caso di inammissibilità dell'impugnazione; utilizzato per irrogare anche la sanzione alla cassa delle ammende

  • art. 350, comma 7 c.p.p.

    Articolo richiamato dall'impugnazione come base normativa dell'atto di cassazione (riferimento procedurale al motivo di diritto)

Massime di principio

  • Il giudice può riqualificare il fatto anche nel giudizio abbreviato; tale potere non viola automaticamente il principio di correlazione tra imputazione e sentenza se è rispettato il contraddittorio e la prevedibilità della riqualificazione
  • La revoca della richiesta di abbreviato è prevista principalmente quando il pubblico ministero modifica l'imputazione (abbreviato condizionato); l'imputato non ha un diritto automatico di revocare l'abbreviato per ogni riqualificazione operata dal giudice
  • Se la nuova qualificazione incide sulle strategie difensive, l'imputato deve poter chiedere l'assunzione di prove pertinenti al diverso addebito; l'assenza di una tale richiesta può essere valutata anche come scelta difensiva
  • La consapevolezza della provenienza illecita di un bene ricevuto può essere desunta da elementi di fatto, compresa l'omessa o inverosimile spiegazione del possesso; non è necessario che l'accusa si basi esclusivamente su confessioni spontanee dell'imputato
  • Quando la riqualificazione appare prevedibile in base allo sviluppo del processo e alle posizioni delle parti, la possibilità di impugnare in Cassazione può ritenersi sufficiente a garantire il contraddittorio
  • In situazioni simili, la difesa dovrebbe tempestivamente chiedere integrazioni probatorie o sollevare specifiche eccezioni procedurali se ritiene che la riqualificazione leda diritti essenziali; l'omessa iniziativa può indebolire le impugnazioni successive

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