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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30057/2025 del 01/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Cagliari che aveva rigettato la richiesta del Pubblico ministero di revoca della sospensione condizionale della pena a carico di Timo Bruno. Il ricorso per cassazione deduceva la violazione dell'art. 168, comma 1, n. 1 cod. pen., in quanto Bruno avrebbe commesso ulteriori delitti nel quinquennio dalle precedenti sentenze (delitti indicati nel casellario, commessi in data 4 aprile 2011) che impongono la revoca obbligatoria del beneficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il Tribunale dell'esecuzione ha omesso di valutare la condanna per i delitti commessi il 4 aprile 2011 (per i quali era intervenuta sentenza irrevocabile della Corte d'Appello). Tale omissione integra violazione dell'art. 168, comma 1, n. 1 cod. pen., poiché la revoca della sospensione condizionale si ancorerebbe al momento della commissione del reato e non al passaggio in giudicato. La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Cagliari per nuovo giudizio, affinché si valutino i delitti indicati.

Norme richiamate

  • art. 168 cod. pen., comma 1, n. 1

    Stabilisce la revoca obbligatoria della sospensione condizionale della pena quando il beneficiario commette ulteriori delitti nel quinquennio successivo.

  • Cass. Sez. U., n. 19 del 1956 (Rv. 097623-01)

    «il momento al quale ancorare la revoca del beneficio, ex art. 168, comma primo, n. 1), cod. pen., è quello della commissione del reato e non quello del passaggio in giudicato della sentenza che lo accerta.»

    Precisa che il termine di riferimento per la revoca è la data di commissione del reato e non la data di definitività della sentenza che lo accerta.

  • Cass. Sez. 5, n. 17974 del 14/02/2024, A. (Rv. 286388-01)

    Richiamata come orientamento recente coerente sul punto del momento rilevante per la revoca ex art. 168: conferma il principio secondo cui la commissione del reato è il criterio decisivo.

Massime di principio

  • La revoca della sospensione condizionale della pena ai sensi dell'art. 168, comma 1, n. 1, è obbligatoria se il beneficiario commette nuovi delitti entro il quinquennio rispetto alle precedenti sentenze; il giudice dell'esecuzione deve verificare i fatti di fatto (anche tramite il casellario).
  • Il momento rilevante per valutare la possibilità di revoca è la data di commissione del nuovo reato, non il passaggio in giudicato della sentenza che lo accerta.
  • Il pubblico ministero che chiede la revoca dovrebbe indicare e documentare chiaramente le condanne e le date dei reati (allegando il casellario o altri elementi) perché il giudice dell'esecuzione possa valutare l'operatività dell'art. 168.
  • Il giudice dell'esecuzione non può escludere la revoca per mere ragioni formali se risulta dagli atti che il beneficiario ha commesso nel quinquennio nuovi delitti: l'omessa valutazione di tali fatti determina annullamento e rinvio.
  • La competenza a decidere sulla revoca spetta al giudice dell'esecuzione che riceve l'istanza motivata; l'eventuale rilievo circa la diversa sede in cui è intervenuta la condanna (es. Corte d'Appello) non osta all'esame del casellario da parte del giudice dell'esecuzione.

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