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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9583/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti contestavano il sequestro preventivo disposto dal G.I.P. e confermato dal Tribunale del riesame: 1) illegittimità del vincolo sulle quote di Italia Investimenti ritenuto non strumentale rispetto all'ipotesi di autoriciclaggio per 250.000 euro (si sarebbe dovuto vincolare direttamente la somma); 2) carenza di motivazione sul periculum, con valutazione del pericolo descritta come astratta; 3) per alcuni indagati, vizio di notifica dell'ordinanza al domicilio eletto; 4) mancato deposito dei decreti di intercettazione e conseguente inutilizzabilità delle captazioni; 5) difetto di motivazione circa i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall'avv. Rossi (per motivi manifestamente infondati o non deducibili in questa sede) e ha ritenuto inammissibili o manifestamente infondati i motivi proposti dall'avv. Vergine per quanto riguarda Italia Investimenti (la società non risultava parte nel giudizio di riesame e non poteva impugnare per la prima volta in Cassazione). Il giudice ha ritenuto corretta la motivazione del Tribunale del riesame: sussiste fumus dei reati contestati e la strumentalità di Italia Investimenti alle operazioni di autoriciclaggio è stata adeguatamente motivata (trasferimento di 250.000 euro alla società, rapporti familiari e ruolo del presunto dominus). Le doglianze relative alle intercettazioni sono state ritenute generiche perché mancavano i decreti allegati. Per dichiarata manifesta infondatezza, i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro ciascuno alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 ter 1 cod.pen.

    Delitti di autoriciclaggio contestati; la Corte ha ritenuto sussistere il fumus in relazione alle indagini che hanno documentato trasferimenti e operazioni distrattive

  • art. 316 ter cod.pen.

    Reato contestato ad alcuni indagati; valutato nel complesso probatorio dal Tribunale del riesame e richiamato dalla Cassazione

  • art. 640 bis cod.pen.

    Truffa aggravata contestata nel contesto delle indagini; ritenuta fondata in termini di fumus in combinato con le altre emergenze investigative

  • art. 325 cod.proc.pen.

    Norma sulla legittimazione a proporre ricorso per Cassazione avverso ordinanze in materia cautelare; la Corte ha richiamato il limite sulla legittimazione e sul ruolo del difensore munito di procura speciale

  • art. 322 bis e art. 324 cod.proc.pen.

    art. 322 bis e art. 324 cod.proc.pen.

    Norme richiamate in tema di impugnazioni di provvedimenti cautelari e del rito del riesame; la Cassazione ha ricordato che questioni non dedotte dinanzi al giudice del riesame non sono deducibili in Cassazione salvo eccezioni tassative

  • art. 309, comma 5 cod.proc.pen.

    art. 309, comma 5 cod.proc.pen.

    Regola la trasmissione degli atti di intercettazione al giudice del riesame; la Corte ha richiamato l'onere del ricorrente di allegare i decreti se non trasmessi al riesame

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Prevede le sanzioni per ricorsi manifestamente infondati; applicata la condanna alle spese e alla somma in favore della cassa delle ammende

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 9434 del 27/01/2023; Sez. 1, n. 31046 del 21/09/2016; Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008

    massime giurisprudenziali richiamate nella motivazione

    Richiamati principi su inammissibilità di motivi nuovi in Cassazione, obbligo di allegazione dei decreti di intercettazione e sul limite del sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari reali (solo violazione di legge o vizi motivazionali radicali)

Massime di principio

  • Il ricorso per Cassazione avverso provvedimenti di sequestro preventivo reale è molto limitato: è possibile solo per violazione di legge o per vizi della motivazione così gravi da rendere il provvedimento incomprensibile o illogico
  • Solo chi era legittimato nel giudizio di riesame (o il difensore munito di procura speciale) può proporre valido ricorso per Cassazione; una società non parte nel riesame non può impugnare per la prima volta in Cassazione
  • La mancata notifica al domicilio eletto non determina automaticamente la nullità dell'atto quando il difensore, legittimato, abbia comunque proposto il ricorso
  • Per contestare l'utilizzabilità delle intercettazioni in Cassazione è generalmente necessario allegare i decreti di autorizzazione/proroga se questi non sono stati trasmessi al riesame; senza tali allegazioni il motivo è generico e infondato
  • Il sequestro delle quote societarie è legittimo quando la società risulti strumentale alle condotte illecite (es. trasferimenti di denaro alla società, ruoli di fatto di un dominus, rapporti familiari che dimostrino controllo), non è obbligatorio limitarsi al vincolo diretto sulle somme
  • Chi propone motivi non plausibili o non già dedotti in sede di riesame rischia l'inammissibilità e la condanna alle spese e ad ammende ex art. 616 cod.proc.pen.

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