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Cassazione Penale, Ordinanza n. 24421/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per ricettazione. Con il primo motivo ha dedotto vizio di motivazione sulla sussistenza dell'elemento soggettivo del reato, sostenendo che la Corte territoriale avesse motivato in modo contraddittorio e illogico, anche per relationem rispetto alla sentenza di primo grado, e che non fosse dimostrato il dolo, neppure eventuale. Con il secondo motivo ha censurato il mancato accoglimento della richiesta di riqualificazione del fatto nel reato di cui all'art. 712 c.p., sostenendo che la condotta dovesse essere sussunta nella fattispecie dell'acquisto di cose di sospetta provenienza. La Corte di cassazione ha ritenuto entrambe le doglianze inammissibili perché generiche, meramente riproduttive delle censure già dedotte in appello e non confrontate in modo puntuale con la motivazione della decisione impugnata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha osservato che il primo motivo si risolveva in censure di merito non consentite in sede di legittimità e prive di specificità, poiché non si confrontavano con l'intero apparato argomentativo della sentenza impugnata. Ha ritenuto parimenti inammissibile il secondo motivo, in quanto reiterativo di argomentazioni già respinte in appello; la Corte territoriale aveva infatti valorizzato il numero elevato e il notevole valore economico delle mattonelle indicate nel capo di imputazione come elementi idonei a far sorgere nell'imputato il sospetto sulla provenienza illecita dei beni, escludendo così la riqualificazione ex art. 712 c.p. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    È la fattispecie di ricettazione oggetto della condanna confermata nei gradi di merito.

  • art. 712 c.p.

    È la fattispecie alternativa invocata dal ricorrente per ottenere la riqualificazione del fatto in acquisto di cose di sospetta provenienza, ma la Corte ha ritenuto infondata la richiesta.

  • art. 606 c.p.p.

    La Corte richiama, in sostanza, i limiti del sindacato di legittimità sui motivi di ricorso, escludendo censure di merito o generiche.

  • Sez. 6, n. 23014 del 29/04/2021, B., Rv. 281521 - 01

    È richiamato come precedente sul principio di inammissibilità dei motivi che riproducono pedissequamente le censure di appello senza critica puntuale alla sentenza impugnata.

Massime di principio

  • In sede di legittimità sono inammissibili i motivi di ricorso che si limitano a riproporre in modo pedissequo le doglianze già dedotte in appello, senza una critica specifica e puntuale delle ragioni poste a base della decisione impugnata.
  • La censura sulla motivazione relativa all'elemento soggettivo del reato non può risolversi in una mera contestazione del fatto o nella richiesta di una diversa lettura del compendio probatorio, perché ciò esula dal sindacato della Corte di cassazione.
  • La richiesta di riqualificazione della ricettazione in acquisto di cose di sospetta provenienza richiede di confrontarsi con gli indici fattuali valorizzati dal giudice di merito; elementi come il numero elevato e il notevole valore dei beni possono essere logicamente idonei a escludere la mera colpa del ricevente e a sostenere la consapevolezza o l'accettazione del rischio circa la provenienza illecita.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiDolo eventualeOnere della prova

Testo integrale

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