Sentenza n. 345/2026 - Lecce, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento interdittivo antimafia del PREFETTO DELLA PROVINCIA DI LECCE datato 12.01.2021 prot. -OMISSIS- e notificato il 13 gennaio 2021; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale e, in particolare, del provvedimento prot. -OMISSIS- del 30 dicembre 2020 con il quale il Comune di -OMISSIS- ha denegato la proroga della concessione demaniale marittima “in quanto la documentazione relativa alla comunicazione antimafia non risulta conforme”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: informazione interdittiva antimafia prefettizia e diniego comunale di proroga della concessione demaniale marittima fondato sulla non conformità della documentazione antimafia
Esito
Favorevole al resistente (prefettura e comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato l’informazione interdittiva antimafia adottata dal Prefetto e il conseguente diniego comunale di proroga della concessione demaniale marittima. L’interdittiva era stata adottata sulla base di una pluralità di elementi indizianti, nel contesto di rapporti societari e familiari riconducibili anche ad altri operatori e a un Comune già sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nelle more del giudizio, senza che fosse stata proposta domanda cautelare, la società è stata ammessa alla misura di prevenzione collaborativa prevista dall’art. 94-bis d.lgs. 159/2011 e, successivamente, ha ottenuto un’informazione liberatoria ai sensi dell’art. 91, comma 5, d.lgs. 159/2011, non risultando più attuali cause ostative ai sensi dell’art. 67 del medesimo decreto. All’udienza la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso.
La decisione
Il TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente e della sopravvenuta informazione liberatoria, ritenendo venuto meno l’interesse attuale alla decisione sull’impugnazione dell’interdittiva e del diniego comunale. Il ricorso è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., senza esame nel merito dei vizi dedotti o della legittimità degli atti impugnati. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità e complessità della controversia.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto d’interesse alla decisione del gravame proposto
La sopravvenuta carenza dell’interesse attuale alla decisione comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso.
art. 84 d.lgs. 159/2011
Richiamato quale base normativa dell’informazione interdittiva antimafia.
art. 91 d.lgs. 159/2011
Richiamato quale disciplina dell’informazione antimafia; il comma 5 è indicato come fondamento dell’informazione liberatoria conseguita dalla società.
art. 94-bis d.lgs. 159/2011
Disciplina la misura di prevenzione collaborativa, alla quale la società è stata ammessa nelle more del giudizio.
art. 67 d.lgs. 159/2011
Individua le cause ostative la cui attualità è stata esclusa dall’informazione liberatoria.
art. 143 d.lgs. 267/2000
Richiamato per il precedente scioglimento del consiglio comunale per infiltrazione della criminalità organizzata.
Massime di principio
- Quando, nelle more del giudizio avente a oggetto un’informazione interdittiva antimafia, il ricorrente ottiene un’informazione liberatoria e dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame dei motivi di merito.
- L’ammissione alla misura di prevenzione collaborativa e il successivo conseguimento dell’informazione liberatoria costituiscono circostanze sopravvenute idonee, nel caso concreto, a far venir meno l’interesse attuale alla decisione sull’impugnazione dell’interdittiva antimafia e degli atti consequenziali.
- La dichiarazione resa dalla parte in udienza circa il sopravvenuto difetto di interesse consente al giudice amministrativo di definire il giudizio ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., quando non residui un’utilità concreta derivante dalla pronuncia di merito.
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