Sentenza del 24/03/2017 n. 7653 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva effettuato un accertamento analitico-induttivo, ricostruendo ricavi, volume d'affari e valore della produzione ai fini delle imposte dirette, dell'IVA e dell'IRAP mediante l'applicazione di una percentuale di ricarico diversa da quella dichiarata. I giudici di merito avevano ritenuto insussistenti i presupposti per l'accertamento induttivo e non adeguatamente giustificate le percentuali utilizzate dall'Ufficio. In Cassazione, l'Agenzia ha dedotto, tra l'altro, la motivazione apparente della sentenza e l'errata valutazione della congruità delle percentuali di ricarico.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti della società, poiché nel frattempo estinta e cancellata dal registro delle imprese, mentre ha esaminato il ricorso nei confronti dei soci, quali successori della società. Ha rigettato il primo motivo, escludendo che la motivazione della sentenza fosse apparente, ma ha accolto il terzo motivo, rilevando che il giudice d'appello aveva escluso in modo apodittico la congruità delle percentuali di ricarico senza confrontarsi con le specifiche giustificazioni dell'Ufficio, secondo cui le percentuali erano state ricavate considerando i prodotti maggiormente commercializzati nel settore. La sentenza d'appello è stata quindi cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale del Lazio, in diversa composizione, anche per la liquidazione delle spese.
Norme richiamate
Cass., Sezioni Unite, 12 marzo 2013, nn. 6070 e 6071
La cancellazione della società dal registro delle imprese determina un fenomeno successorio nei confronti dei soci, che subentrano, sia pure in modo peculiare, nei rapporti giuridici facenti capo alla società estinta.
Cass., Sezioni Unite, 4 luglio 2014, n. 15295
L'evocazione in giudizio dei soci successori e la loro costituzione possono rendere inammissibile il ricorso proposto contro la società estinta, facendo venir meno la stabilizzazione della posizione processuale derivante dall'ultrattività del mandato.
Cass., Sezioni Unite, 19 dicembre 2016, n. 26125
La motivazione è apparente solo quando manchi completamente oppure sia talmente contraddittoria da non consentire di individuare la giustificazione della decisione. Non ogni lacuna o insufficienza motivazionale integra quindi una nullità della sentenza.
Massime di principio
- Quando una società viene cancellata dal registro delle imprese dopo la sentenza di merito e prima del ricorso per cassazione, i soci possono subentrare nel processo quali successori della società estinta; tuttavia, il ricorso formalmente proposto contro la società può essere dichiarato inammissibile.
- Una sentenza non è affetta da motivazione apparente se espone un percorso logico riconoscibile, anche quando tale percorso sia eventualmente incompleto o non condivisibile; per contestarla occorre indicare specificamente il vizio motivazionale rilevante.
- Nel determinare ricavi mediante percentuali di ricarico, l'Amministrazione finanziaria deve esplicitare i criteri utilizzati e il giudice deve confrontarsi concretamente con tali criteri. È insufficiente escludere la congruità delle percentuali con formule generiche, senza esaminare i dati e le verifiche indicati dall'Ufficio.
- Il giudice tributario deve motivare in modo specifico sia l'esistenza dei presupposti dell'accertamento analitico-induttivo sia l'attendibilità o inattendibilità dei parametri economici utilizzati per ricostruire i ricavi.
- L'accoglimento di un motivo relativo all'insufficienza della motivazione sulla congruità dei parametri può comportare la cassazione con rinvio, lasciando al giudice di merito il riesame dei fatti e la regolazione delle spese.
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