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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8807/2023 del 01/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che, in data 11/05/2022, ha revocato l'affidamento in prova al servizio sociale con effetto dal 19/11/2021. Il ricorrente contestava: 1) la illegittimità e insufficienza della motivazione della revoca, sostenendo che la mera enunciazione di un proposito non attuato non poteva giustificare la revoca, in considerazione del precedente andamento favorevole della prova; 2) l'erronea decorrenza parzialmente retroattiva della revoca, dovuta alla mancata tempestiva contestazione dell'illecito; 3) l'omessa valutazione della domanda alternativa di prosecuzione in detenzione domiciliare. Il fatto contestato includeva l'assenza notturna dall'abitazione il 24/04/2022 e elementi indiziari relativi a un furto in abitazione del 19/11/2021 ripreso da videosorveglianza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato l'operato del Tribunale di sorveglianza. Ha ritenuto legittima e adeguatamente motivata la revoca dell'affidamento, fondata sia sulla concreta trasgressione delle prescrizioni (assenza notturna certificata) sia sugli elementi indiziari del reato del 19/11/2021; ha chiarito che in sede di sorveglianza è legittimo valutare elementi indiziari anche se il procedimento penale è ancora in corso. Ha inoltre ritenuto congrua la decorrenza della revoca ancorata al primo comportamento illecito significativo e ha considerato che la richiesta alternativa di misura è stata valutata nel contesto motivazionale, potendosi ritenere implicitamente rigettata per la gravità dei fatti. Ha disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 51-ter Ord. pen. (legge 26 luglio 1975, n. 354), modificato dall'art. 5 d.lgs. 2 ottobre 2018, n. 123

    Il Tribunale di sorveglianza, in caso di revoca dell'affidamento in prova, è tenuto a valutare eventuali richieste di applicazione di diversa misura alternativa. Tale valutazione può emergere dal complesso motivazionale della pronuncia e non richiede necessariamente un atto separato di esame.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    La condanna alle spese processuali segue per legge quando il ricorso è respinto.

  • Giurisprudenza della Cassazione (richiamata: Sez. 1, n. 13376 del 18/02/2019; Sez. 1, n. 33089 del 10/05/2011; Sez. 1, n. 33848 del 30/04/2019; Sez. 1, n. 42571 del 19/04/2013; Sez. 1, n. 36401 del 15/07/2022; Sez. 1, n. 36470 del 29/04/2021; Sez. 1, n. 490 del 03/11/2015; Sez. 1, n. 9314 del 19/02/2014)

    Riferimenti giurisprudenziali indicati nella motivazione

    Principio consolidato secondo il quale la revoca dell'affidamento in prova è rimessa al giudizio discrezionale del Tribunale di sorveglianza, che deve motivare logicamente la decisione; tale giudizio può tener conto di violazioni e di elementi indiziari anche se il relativo procedimento penale è ancora pendente.

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova non si basa automaticamente sulla mera violazione di legge o prescrizioni, ma sulla valutazione discrezionale del giudice che ritiene la condotta incompatibile con la prosecuzione dell'esperimento; questa valutazione deve essere logicamente motivata.
  • In sede di sorveglianza è lecito considerare elementi indiziari emersi nel corso di indagini penali non ancora concluse; non è necessario attendere la definizione del procedimento penale per valutare la compatibilità del condannato con la misura alternativa.
  • Comportamenti concreti e verificati (es. assenza notturna accertata dagli organi di polizia, riscontri video) hanno peso decisivo rispetto a semplici proclami di propositi non attuati.
  • La decorrenza della revoca può essere fissata retrospettivamente in corrispondenza del primo comportamento illecito significativo, purché la scelta sia adeguatamente motivata dal Tribunale di sorveglianza; la mancata tempestiva segnalazione dell'illecito agli organi esecutivi non invalida automaticamente tale valutazione.
  • La richiesta del condannato di applicazione di una diversa misura alternativa deve essere esaminata, ma l'esito negativo può emergere implicitamente dal complesso della motivazione quando la gravità della condotta renda inappropriata una misura meno rigorosa.
  • La decisione negativa del ricorso comporta, di regola, la condanna alle spese processuali ai sensi delle norme procedurali penali.

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