Sentenza n. 905/2026 - Bari, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 85, comma 9, c.p.a., prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente nel corso del giudizio. Non è stata esaminata nel merito la legittimità del silenzio-diniego né la fondatezza della domanda di accesso. Nulla per le spese, poiché il Comune intimato non si è costituito in giudizio.
Atto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull'istanza di accesso agli atti trasmessa al Comune il 2 aprile 2025
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno proposto, ai sensi dell'art. 116 c.p.a., domanda di accertamento dell'illegittimità del silenzio-rifiuto formatosi sull'istanza con cui avevano chiesto copia dell'eventuale provvedimento adottato dal competente Ufficio tecnico comunale in attuazione della nota del Commissario ad acta relativa al possibile rinnovo del procedimento di VAS concernente una lottizzazione a completamento dell'insula "29CR5". Nel corso del giudizio il TAR aveva disposto l'acquisizione di una relazione dell'Amministrazione sull'esistenza materiale del provvedimento e sugli ulteriori fatti rilevanti. Successivamente, la difesa dei ricorrenti ha dichiarato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione di merito, chiedendo la declaratoria di improcedibilità. Il Comune non si è costituito.
Norme richiamate
art. 116 c.p.a.
Disciplina il rito per la tutela giurisdizionale in materia di accesso ai documenti amministrativi; è indicato come fondamento processuale dell'azione proposta dai ricorrenti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la declaratoria di improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal TAR quale ulteriore fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio instaurato ai sensi dell'art. 116 c.p.a., il ricorrente dichiara il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione di merito, il giudice dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La dichiarazione di improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse preclude l'esame nel merito della legittimità del silenzio-diniego e della fondatezza della domanda di accesso.
- La mancata costituzione dell'Amministrazione intimata può giustificare la statuizione "nulla per le spese".
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