Cassazione Civile, Sentenza n. 17196/2021 del 16/06/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeDurante il procedimento in Cassazione le parti hanno raggiunto un accordo transattivo in sede sindacale e la lavoratrice ha depositato istanza di rinuncia agli atti; la Corte di Cassazione ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere per sopravvenuto mutamento della situazione e ha compensato tra le parti le spese di lite, senza decidere nel merito dei motivi di cassazione.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
La Corte d'appello di Firenze aveva confermato la decisione del Tribunale di Siena accogliendo la domanda di Sabrina Ciabani, dipendente assegnata ad attivita' di back office, dichiarando inefficace il trasferimento del ramo d'azienda effettuato il 31/12/2013 dalla Banca Monte dei Paschi di Siena a Fruendo S.r.l. e riconoscendo la persistenza del rapporto di lavoro in capo alla lavoratrice (datante sin dal dicembre 2007) con condanna al risarcimento del danno. La Corte territoriale ritenne che il ramo ceduto mancasse di autonomia funzionale perché gli elementi essenziali per l'esercizio delle attivita' (in particolare gli applicativi e le infrastrutture IT) erano rimasti nella disponibilita' esclusiva della banca/Consorzio; le attivita' non erano qualificabili come labour-intensive tali da trasferirsi essenzialmente per il tramite della sola manodopera, con la conseguenza che la cessione era inefficace nei confronti dei lavoratori in mancanza del consenso ex art. 1406 c.c. Avverso tale decisione banca e Fruendo proposero ricorso per cassazione.
Norme richiamate
art. 1406 cod. civ.
La norma e' stata richiamata nella prospettazione della corte secondo cui, in mancanza del consenso dei lavoratori trasferiti previsto nella fattispecie, la cessione del ramo d'azienda risulta inefficace nei loro confronti
Normativa e giurisprudenza comunitaria in materia di trasferimento d'azienda
Richiamata per stabilire il criterio dell'autonomia funzionale del ramo ceduto e per orientare l'analisi verso la preesistenza e l'autonomia del complesso produttivo ceduto piuttosto che sull'organizzazione successiva adottata dal cessionario
Massime di principio
- Perche' la cessione di un ramo d'azienda produca effetti sui contratti di lavoro e' necessario che il ramo ceduto presenti autonomia funzionale: devono essere trasferiti gli elementi essenziali (beni materiali e immateriali, processi, infrastrutture) necessari allo svolgimento dell'attivita'.
- Se le attivita' sono 'labour-intensive' (prevalente apporto della manodopera), il trasferimento del personale e' piu' probabile anche in assenza del trasferimento di forti dotazioni strumentali; se invece l'attivita' dipende in modo essenziale da applicativi o infrastrutture rimasti al cedente, il ramo puo' essere considerato privo di autonomia.
- La valutazione deve concentrarsi sulla struttura preesistente del complesso aziendale e sulla porzione effettivamente ceduta, non su riorganizzazioni o contratti successivi posti in essere dal cessionario per supplire a carenze dell'operazione.
- La mancanza del consenso dei lavoratori, ove rilevante nella fattispecie (richiami normativi come art. 1406 c.c.), puo' rendere inefficace la cessione nei confronti dei lavoratori medesimi.
- Se le parti raggiungono una transazione e ne danno atto, il giudice di legittimita puo' dichiarare la cessazione della materia del contendere; in tali casi non si decide il merito e le spese sono frequentemente compensate.
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