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Sentenza

Sentenza n. 1621/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento, previa sospensione degli effetti: - della determinazione dirigenziale di Roma Capitale, prot. n. 82692 dell’8 giugno 2023, ivi inclusa la nota di trasmissione di Roma Capitale prot. 88485 del 19 giugno 2023, recante “ingiunzione a demolire per rimettere in pristino, ai sensi dell’art. 15 della Legge Regionale Lazio n. 15/08 e l’art. 52, comma 11 delle NTA del PRG, le opere e gli interventi abusivamente realizzati a Roma, in Via Salaria n. 1157”; - della nota di Roma Capitale, prot. n. 41116 del 20 marzo 2023 recante “riscontro nota prot. CD/16478/23_Via Salaria 1157”; - della nota di Roma Capitale, prot. n. 13417 del 30 gennaio 2023 recante “Comunicazione di Avvio del Procedimento ai sensi degli artt. 7 e 8 della L. 241/90, finalizzato alla repressione dell’abuso edilizio mediante l’ingiunzione a demolire/rimuovere, per quanto accertato in Roma – Via Salaria n. 1157”; - della nota di Roma Capitale, prot. n. 149622 del 23 novembre 2022 recante “relazione relativa al sopralluogo eseguito nell’immobile ad uso pubblico esercizio sito in Via Salaria km 1157 – fabbricato posto nell’area di distribuzione carburante”; - del verbale di sopralluogo eseguito dall’Ufficio Ispettorato Edilizio del Municipio Roma III il 18 marzo 2022 “nell’immobile ad uso pubblico esercizio sito in Via Salaria km 1157 – fabbricato posto nell’area di distribuzione carburante”; - dell’art. 52 delle Norme Tecniche di attuazione del PRG di Roma Capitale, ivi inclusi tutti gli allegati anche tecnici, laddove inteso come ostativo all’installazione di attività commerciali e di bar/ristoro a corredo di impianti di distribuzione carburanti da ubicarsi nelle aree appartenenti ai “Tessuti prevalentemente per attività”;

Giustizia amministrativa202309600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione a demolire e atti presupposti relativi a opere edilizie asseritamente abusive realizzate presso un impianto di distribuzione carburanti in Via Salaria

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato l'ingiunzione a demolire adottata da Roma Capitale ai sensi dell'art. 15 della legge regionale Lazio n. 15/2008 e dell'art. 52 delle NTA del PRG, nonché gli atti istruttori e procedimentali presupposti, tra cui il verbale di sopralluogo, la relazione tecnica e la comunicazione di avvio del procedimento. È stata inoltre contestata, in via derivata o autonoma, la disciplina dell'art. 52 delle NTA del PRG nella parte in cui sarebbe stata interpretata come ostativa alla realizzazione o al mantenimento di attività commerciali e di bar/ristoro a servizio di impianti di distribuzione carburanti ubicati nei tessuti prevalentemente per attività. Il testo della sentenza non riporta in dettaglio le singole censure dedotte. Nel corso del giudizio, le opere contestate sono state oggetto di sanatoria edilizia e le opere non sanabili sono state demolite; la ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a. La decisione è fondata sulla sopravvenuta sanatoria delle opere contestate, confermata da Roma Capitale, e sulla demolizione spontanea delle opere abusive non sanabili. L'amministrazione aveva inizialmente contestato soltanto l'omessa trasmissione della comunicazione di fine lavori; tale documento è stato successivamente depositato dalla ricorrente, senza ulteriori contestazioni da parte di Roma Capitale. Venuto meno l'interesse concreto e attuale alla pronuncia di annullamento, il giudizio è stato definito in rito. Le spese sono state integralmente compensate tra le parti in ragione della complessità della vicenda e della chiusura in rito del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso quando, per sopravvenienze, viene meno l'interesse alla decisione; il TAR lo ha applicato dopo la sanatoria delle opere e la demolizione di quelle non sanabili.

  • art. 15 legge regionale Lazio n. 15/2008

    Indicato quale base normativa dell'ingiunzione a demolire impugnata; la sentenza non ne esamina il merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 52 NTA del PRG di Roma Capitale

    Indicato quale disciplina urbanistica richiamata nell'ingiunzione e impugnata nella parte ritenuta ostativa alle attività commerciali e di bar/ristoro presso impianti di distribuzione carburanti; la questione non è stata decisa nel merito.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso un'ingiunzione edilizia diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, dopo la proposizione del giudizio, le opere contestate siano sanate e quelle non sanabili siano demolite, con conseguente venir meno dell'utilità concreta e attuale dell'annullamento richiesto.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata quando la parte ricorrente la riconosca e gli elementi documentali acquisiti agli atti confermino il superamento della situazione lesiva, senza che l'amministrazione formuli contestazioni idonee a mantenere attuale la controversia.
  • La produzione della comunicazione di fine lavori, richiesta dall'amministrazione in relazione alla sanatoria, può concorrere al venir meno dell'interesse alla decisione quando non residuino ulteriori contestazioni sull'abusività delle opere.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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