Cassazione Penale, Sentenza n. 4027/2022 del 04/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha revocato la sospensione condizionale della pena (8 mesi di reclusione e 1.000 euro di multa) per inadempimento della condizione consistente nello svolgimento di attività lavorativa non retribuita in favore del Comune di Trinitapoli. Il ricorrente deduceva: mancata comunicazione della irrevocabilità della sentenza; mancanza di verifica, da parte del giudice di merito, della sua disponibilità a svolgere i lavori; mancata valutazione dell'impossibilità di adempiere a causa dell'assenza di una struttura/di una convenzione per lo svolgimento dei lavori; mancata concessione della restituzione nel termine per consentire l'adempimento alla luce della convenzione stipulata successivamente.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che non sussiste obbligo di notificazione della irrevocabilità quando il dispositivo è stato letto in udienza e non è prevista dalla legge specifica; l'art. 165 cod. pen. non richiede il consenso espresso ma la mancata opposizione, che può essere desunta dal comportamento (accordo sulle modalità di patteggiamento che comprendeva la sospensione subordinata al lavoro). Il giudice dell'esecuzione ha correttamente verificato l'esigibilità della prestazione (la sentenza indicava l'ente, la durata e fissava il termine per l'esecuzione) e legittimamente ha escluso la restituzione nel termine richiamando che la convenzione tra Ministero della Giustizia e Comune intervenuta successivamente era fuori termine. Conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 444 cod. proc. pen.
Dispositivo della sentenza di applicazione della pena emessa ai sensi di questo articolo; la lettura del dispositivo in udienza non comporta, in assenza di norma, obbligo di notificazione della irrevocabilità.
art. 165 cod. pen.
La sospensione condizionale della pena può essere subordinata a condizioni come il lavoro per la collettività; la norma richiede la mancanza di opposizione del condannato e non un consenso espresso, quindi la non opposizione può risultare implicitamente dal comportamento.
art. 18-bis disposizioni di attuazione cod. pen.
Richiama, con limiti di compatibilità, alcune norme sull'esecuzione dei lavori di pubblica utilità davanti al Giudice di Pace, ma non richiama l'art. 43 del d. lgs. n. 274/2000; pertanto non estende il meccanismo di notifica previsto per il Giudice di Pace al procedimento ordinario.
d. lgs. 28 agosto 2000, n. 274
art. 43, art. 44, art. 52 comma 2 lett. b), art. 54
Nel giudizio davanti al Giudice di Pace esiste una disciplina specifica per i lavori di pubblica utilità che prevede modalità di trasmissione della sentenza all'ufficio di pubblica sicurezza e consegna al condannato; tale disciplina non è automaticamente applicabile al processo ordinario.
Legge n. 895 del 1967
Norme sulla materia che hanno costituito il fatto di reato contestato (violazione della legge sulle armi) e su cui si è basata la condanna.
Giurisprudenza di legittimità
Sez. 6, n. 835/2021; Sez. 1, n. 28541/2019; Sez. 1, n. 58060/2017; Sez. 1, n. 35809/2016
Principio consolidato che il giudice dell'esecuzione, prima di revocare la sospensione condizionale per inadempimento, deve verificare l'esigibilità della prestazione imposta (cioè se era davvero possibile eseguirla) e solo dopo accertata l'esigibilità può valutare l'eventuale inerzia del condannato.
Massime di principio
- La dichiarazione di irrevocabilità di una sentenza il cui dispositivo è stato letto in udienza non comporta automaticamente un obbligo di notificazione al condannato, salvo diversa previsione normativa.
- L'art. 165 cod. pen. non richiede il consenso espresso dell'imputato alla subordinazione della sospensione condizionale della pena a lavori di pubblica utilità: la mancata opposizione può desumersi anche implicitamente dal comportamento (es. accettazione dell'accordo di patteggiamento).
- Il giudice dell'esecuzione deve verificare preliminarmente l'esigibilità della prestazione (esistenza della struttura, possibilità pratica di svolgere il lavoro nei termini fissati) prima di revocare la sospensione per inadempimento; se detta verifica dà esito negativo, occorre valutare la possibilità di provvedimenti alternativi o la rimessione in termini.
- La prova dell'impossibilità di adempiere grava sul condannato: eccezioni fondate su carenze organizzative (mancanza di struttura o convenzione) devono essere provate e, se la carenza è sopravvenuta dopo la scadenza dei termini, non giustificano automaticamente la restituzione in termini.
- La disciplina speciale prevista per il Giudice di Pace (con meccanismi di trasmissione della sentenza e consegna al condannato) non si applica automaticamente al procedimento ordinario; occorre verificare espressa richiamabilità normativa.
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