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Ordinanza

Ordinanza n. 2602/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 151/2020 del T.A.R. Campania, Napoli.

Giustizia amministrativa202400600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VOrdinanzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Ordinanza nell’ambito del giudizio di ottemperanza, recante chiarimenti al commissario ad acta sull’esecuzione del giudicato relativo all’occupazione sine titulo di terreni e proroga del termine per l’incarico commissariale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Nel giudizio di ottemperanza definito con sentenza n. 2499/2025, il Comune era stato condannato a dare esecuzione al giudicato formatosi sulla sentenza n. 151/2020 mediante adozione del provvedimento di acquisizione ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001, con liquidazione delle indennità, oppure mediante restituzione dei suoli e risarcimento del danno da occupazione illegittima. Era stato nominato un commissario ad acta per il caso di inerzia comunale. Nel corso dell’esecuzione, il commissario rinveniva presso gli uffici comunali un decreto di esproprio del 1996, mai prodotto nei precedenti giudizi, né trascritto o notificato ai proprietari, e chiedeva chiarimenti: se tale documento potesse rendere improcedibile l’esecuzione del giudicato e se fosse possibile acquisire, anziché la piena proprietà, il solo diritto di asservimento delle particelle interessate dalla galleria dell’asse viario. I proprietari chiedevano di dare prevalenza al giudicato e si opponevano all’asservimento, deducendo la concreta inutilità della nuda proprietà dei terreni sovrastanti la galleria. Il commissario chiedeva inoltre la proroga del termine per concludere l’incarico, in ragione del differimento dell’udienza e della definizione della posizione ereditaria di uno degli originari ricorrenti.

La decisione

Il TAR ha chiarito, anzitutto, che il decreto di esproprio del 1996, non prodotto nel giudizio di cognizione né nei successivi giudizi di ottemperanza, non può travolgere l’intangibilità del giudicato ai sensi dell’art. 2909 c.c. La tardiva acquisizione del documento non consente quindi di dichiarare improcedibile l’esecuzione: il commissario deve dare attuazione alle sentenze secondo le modalità e alternative già stabilite. Il TAR ha rilevato che l’eventuale rimedio per fare valere il documento sopravvenutamente rinvenuto sarebbe la revocazione straordinaria, ai sensi degli artt. 106 c.p.a. e 395, n. 3, c.p.c., purché proposta nel termine previsto dall’art. 92 c.p.a.; allo stato, tale rimedio non risultava esperito. Quanto alla scelta tra acquisizione e restituzione e, all’interno dell’acquisizione, tra piena proprietà e solo diritto di asservimento, il Collegio ha ribadito che la valutazione spetta esclusivamente all’autorità amministrativa o al commissario ad acta, non potendo né il giudice né i proprietari sostituirsi all’amministrazione. L’acquisizione del solo diritto di servitù non è astrattamente preclusa dal giudicato e trova base nell’art. 42-bis, comma 6, d.P.R. 327/2001. Il commissario dovrà tuttavia motivare specificamente sulla necessità dell’asservimento e sul minor sacrificio imposto ai proprietari, valutando la concreta utilità residua dei terreni, il possibile accesso alternativo alla proprietà, il ridotto spessore del terreno sopra la galleria e l’eventuale effettivo e apprezzabile risparmio di spesa per l’amministrazione rispetto al pregiudizio privato. Il commissario non è vincolato dalle eventuali statuizioni contenute nel tardivamente rinvenuto decreto di esproprio. Il termine per la conclusione dell’incarico è stato ritenuto sospeso durante la fase processuale ed è stata concessa un’ulteriore proroga di 120 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.a.

    Disciplina l’istanza di chiarimenti nell’ambito del giudizio di ottemperanza; il commissario ad acta ha chiesto indicazioni sulle modalità di esecuzione del giudicato.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Consente all’autorità amministrativa, a fronte dell’utilizzazione senza titolo di un bene per fini di interesse pubblico, di acquisire il bene con corresponsione delle indennità previste; il comma 6 estende, in quanto compatibili, la disciplina all’imposizione di una servitù e consente l’acquisizione del solo diritto di servitù.

  • art. 42-bis, comma 6, d.P.R. 327/2001

    Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili, anche quando è imposta una servitù e il bene continua a essere utilizzato dal proprietario o dal titolare di un altro diritto reale; in tal caso l'autorità amministrativa, con oneri a carico dei soggetti beneficiari, può procedere all'eventuale acquisizione del diritto di servitù al patrimonio dei soggetti, privati o pubblici, titolari di concessioni, autorizzazioni o licenze o che svolgono servizi di interesse pubblico nei settori dei trasporti, telecomunicazioni, acqua o energia

    La norma consente di limitare l’acquisizione alla servitù, anziché trasferire la piena proprietà, quando ciò sia compatibile con la situazione concreta e con l’interesse pubblico perseguito.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato fa stato tra le parti e non può essere superato dalla tardiva produzione, nel giudizio di ottemperanza, di un documento che avrebbe potuto essere prodotto nel precedente giudizio di cognizione.

  • art. 106 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale della revocazione delle sentenze amministrative.

  • art. 395, n. 3, c.p.c.

    se dopo la sentenza sono stati trovati uno o più documenti decisivi che la parte non aveva potuto produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario

    Prevede la revocazione straordinaria per il rinvenimento successivo di documenti decisivi non producibili nel giudizio; il documento rinvenuto dal commissario avrebbe dovuto essere fatto valere mediante tale rimedio, non attraverso la disapplicazione del giudicato in sede esecutiva.

  • art. 92 c.p.a.

    Individua il termine per la proposizione della revocazione, richiamato dal TAR per rilevare che non risultava proposto il rimedio revocatorio.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, un documento decisivo non prodotto nel precedente giudizio di cognizione non può, di per sé, travolgere l’intangibilità del giudicato né rendere improcedibile l’esecuzione; la parte interessata deve utilizzare lo specifico rimedio della revocazione straordinaria, ove ne ricorrano i presupposti e siano rispettati i termini.
  • La scelta tra restituzione del bene occupato sine titulo e acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001 appartiene esclusivamente all’autorità amministrativa o al commissario ad acta, i quali sono responsabili della ponderazione concreta tra interesse pubblico e posizione proprietaria; tale scelta non può essere sostituita né dal giudice né dal privato.
  • L’art. 42-bis, comma 6, d.P.R. 327/2001 consente, quando il bene continui a essere utilizzato dal proprietario, di acquisire il solo diritto di servitù anziché la piena proprietà, purché l’opzione sia compatibile con il giudicato e adeguatamente motivata.
  • Anche quando il giudicato impone di definire una situazione di occupazione illegittima, l’amministrazione può adottare ex nunc un provvedimento di imposizione di servitù che non trasferisca la proprietà, se tale misura non contrasta con l’oggetto del giudicato e realizza l’interesse pubblico con un sacrificio minore per il proprietario.
  • La scelta dell’asservimento deve essere preceduta da una motivazione concreta sulla sua effettiva necessità, sull’utilità residua del bene per il proprietario, sulle alternative disponibili e sull’effettivo risparmio di spesa per l’amministrazione, in modo da rispettare il criterio del minor sacrificio possibile delle posizioni soggettive private.
  • Il termine assegnato al commissario ad acta può ritenersi sospeso durante la fase processuale dedicata alla richiesta di chiarimenti e può essere ulteriormente prorogato dal giudice dell’ottemperanza per consentire la conclusione dell’incarico.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
SottomaterieDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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