Sentenza n. 8521/2026 - Roma, Sezione 5Q
Per l'accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad in ordine alla domanda di rilascio del visto di ingresso per lavoro subordinato presentata il 1/8/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad sulla domanda di rilascio del visto d’ingresso per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto un ricorso ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad sulla domanda di visto d’ingresso per lavoro subordinato presentata il 1° agosto 2024. Nelle more del giudizio, la sede diplomatica ha rilasciato il visto richiesto. Il ricorrente non ha quindi dedotto ulteriori motivi, poiché il provvedimento sopravvenuto ha fatto venir meno l’interesse alla decisione sull’azione avverso il silenzio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse, rilevando che il rilascio del visto ha soddisfatto la pretesa sostanziale del ricorrente e ha eliminato l’interesse a ottenere una pronuncia contro il MAECI ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione del flusso massiccio di richieste di visto gravante sulla rappresentanza diplomatica in Pakistan e della particolare complessità dell’iter procedimentale.
Norme richiamate
art. 117, comma 2, c.p.a.
L’azione avverso il silenzio è priva di interesse quando, nelle more del giudizio, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto, soddisfacendo la pretesa sostanziale del ricorrente.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce la base normativa, richiamata insieme al diritto dell’Unione europea, per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Sono richiamati quale fondamento della tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto e soddisfa la pretesa sostanziale del ricorrente, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse ai sensi dell’art. 117, comma 2, c.p.a.
- La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto elimina l’interesse a una pronuncia giudiziale sull’illegittimità del silenzio, salvo che il ricorrente conservi uno specifico e attuale interesse a ulteriori statuizioni, non risultante nella decisione.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giustizia amministrativa
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 1049/2026 - Venezia, Sezione 1
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 195/2026 - Trieste, Sezione 1
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 1024/2026 - Torino, Sezione 2
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 1026/2026 - Torino, Sezione 1
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 1027/2026 - Torino, Sezione 1
- Sentenza · 8 mag 2026Sentenza n. 1028/2026 - Torino, Sezione 1
Cerchi altro? Cerca gratis in Giustizia amministrativa →