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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19903/2026 del 29/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna il rigetto dell'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico). Sostiene che costituisce novità la diminuzione della pena in appello (da 8 anni a 5 anni e 4 mesi), che ha già scontato oltre la metà della pena dal 4/10/2022, che il suo ruolo è marginale rispetto agli altri coindagati, che le condanne sono relative a fatti risalenti e che le sue aziende sono state confiscate; lamenta inoltre che il Tribunale non abbia valutato una memoria difensiva depositata in appello e non abbia applicato l'art. 275, comma 1-bis c.p.p. sulla verifica post-sentenza delle esigenze cautelari.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il Tribunale ha ritenuto che non sussistessero elementi di novità capaci di superare la presunzione di necessità della custodia in carcere prevista per reati connessi alla 'ndrangheta (art. 275, comma 3 c.p.p.). Ha valorizzato le plurime precedenti valutazioni cautelari (quattro pronunce sfavorevoli) e la gravità del ruolo del ricorrente, definito «essenziale» per le finalità criminali; ha ritenuto irrilevante, da sola, la diminuzione della pena e il decorso del tempo. Ha dichiarato inesistenti elementi nuovi che dimostrino la perdita delle esigenze cautelari e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali; ha disposto gli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 275, comma 3, cod. proc. pen.

    Presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e di adeguatezza della custodia in carcere per reati collegati a organizzazioni mafiose; tale presunzione prevale sulla norma generale e non è superata dal mero decorso del tempo.

  • art. 275, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Obbligo di valutare la persistenza delle esigenze cautelari all'esito della sentenza di condanna; nel caso specifico il Tribunale ha ritenuto che tale valutazione non favorisca il ricorrente perché mancavano elementi nuovi concreti.

  • art. 274, cod. proc. pen.

    Norma generale sulle misure cautelari; è stata ritenuta secondaria rispetto alla speciale presunzione di cui all'art. 275, comma 3.

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Riferimento alle attività di cancelleria conseguenti alla decisione e agli adempimenti formali successivi alla condanna alle spese; il provvedimento rimanda la pratica alla cancelleria per gli adempimenti.

Massime di principio

  • Per reati connessi alla criminalità organizzata (es. 'ndrangheta) sussiste una presunzione, ex art. 275 comma 3 c.p.p., favorevole alla custodia in carcere che è difficile da superare con elementi generici.
  • La mera riduzione della pena in grado d'appello non costituisce di per sé elemento di novità idoneo a modificare la valutazione delle esigenze cautelari: occorrono fatti nuovi concreti che incidano sulla pericolosità o sul rischio di inquinamento probatorio o di reiterazione.
  • Il decorso del tempo o il fatto di aver «scontato oltre la metà della pena» non sono automaticamente sufficienti a giustificare la misura domiciliare quando permangono elementi che motivano la custodia cautelare.
  • Per ottenere la sostituzione della custodia cautelare è necessario documentare specifici e concreti cambiamenti nella situazione di pericolosità o nel ruolo nell'organizzazione (es. assoluzioni o declassamento probatorio su rilevanti capi di imputazione), non basta richiamare circostanze favorevoli generiche.
  • Le valutazioni precedenti sulle esigenze cautelari possono essere mantenute valide dal giudice se non emergono prove nuove rilevanti; l'onere probatorio della novità e della sua efficacia esimente grava sulla difesa.
  • La confisca delle aziende o la produzione di memorie difensive non sono automaticamente risolutive: va dimostrato come tali elementi incidano concretamente sull'attualità delle esigenze cautelari.

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