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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24331/2022 del 23/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato l'appello contro l'ordinanza del G.I.P. del 08/07/2021. Il ricorrente chiedeva la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Dedicava i motivi a inosservanza ed erronea applicazione degli artt. 274 e 275 c.p.p. e a vizio di motivazione, sostenendo che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato l'attualità e la concretezza delle esigenze cautelari e che non si poteva basare il giudizio sulla "biografia criminale e sulla pericolosità sociale" dell'imputato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il tribunale del riesame avesse motivato adeguatamente la proporzionalità e l'adeguatezza della custodia in carcere rispetto alle esigenze cautelari, richiamando la gravità dei fatti (rapina in abitazione con apertura di una cassaforte con fiamma ossidrica), la spregiudicatezza e professionalità dell'operato e i numerosi precedenti penali dell'imputato (reati collegati a stupefacenti, armi clandestine, evasioni, violazioni di misure di prevenzione, resistenza a P.U.). La Corte ha altresì ricordato il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni discrezionali del merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende; la decisione non ha disposto la rimessione in libertà e la Corte ha ordinato l'invio di copia al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 co.8 D.L. n.137/2020

    Richiamato in atti: norma tecnica procedurale di riferimento per il deposito di conclusioni scritte del P.G. in Cassazione (contestualizzazione della presenza del P.G. e delle sue conclusioni)

  • art. 274 c.p.p.

    Norma che indica le esigenze cautelari (in concreto rilevanti per valutare la necessitaà della misura). La Corte ha valutato che tali esigenze permangono e giustificano la custodia carceraria alla luce della gravitaà dei fatti e della personalità dell'imputato

  • art. 275 c.p.p.

    Norma che disciplina la scelta e la graduazione delle misure cautelari; i motivi di impugnazione hanno invocato la sua applicazione ma la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia compiuto corretta valutazione di proporzionalità e adeguatezza

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina le conseguenze della declaratoria di inammissibilità del ricorso: applicazione delle spese processuali e possibilità di condanna alla Cassa delle Ammende (qui la Corte ha condannato il ricorrente a pagare le spese e 3.000 euro)

  • art. 94 disp. att. cod. proc. pen. (commi 1-bis e 1-ter)

    Prevede le formalità da eseguire in caso di decisione che non comporta la rimessione in libertà: la Corte ha disposto l'invio della copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario per gli adempimenti previsti

  • Orientamento della Corte di Cassazione richiamato (Sez. 2, n. 56 del 07/12/2011 e Sez. 3, n. 44634 del 24/04/2015 - Querulo)

    Sez. 2, n. 56 del 07/12/2011, dep. 2012, Siciliano, Rv. 251760; Sez. 3, n. 44634 del 24/04/2015 - dep. 06/11/2015, Querulo, Rv. 26549401

    Ribadito il limite del sindacato di legittimità sulle valutazioni discrezionali del giudice dell'applicazione e del riesame della misura cautelare: la Cassazione controlla la presenza di motivazione giuridicamente significativa e l'assenza di illogicità manifesta; inoltre il giudice non è obbligato a motivare espressamente sull'inidoneità del braccialetto elettronico se rigetta la sostituzione con gli arresti domiciliari

Massime di principio

  • La richiesta di sostituzione della custodia cautelare con misura più lieve presuppone che permangano esigenze cautelari: il giudizio verte principalmente sulla proporzionalità e sull'adeguatezza della misura in relazione a tali esigenze
  • La Corte di Cassazione ha potere di sindacato limitato: verifica solo la presenza di una motivazione giuridicamente significativa e l'assenza di illogicità manifesta, non può riconsiderare ex novo le valutazioni discrezionali del giudice di merito sulla pericolosità dell'imputato
  • Per ottenere la sostituzione occorre allegare elementi nuovi e concreti che incidano sull'intensità delle esigenze cautelari; la mera discordanza di opinione rispetto alla valutazione del giudice non è sufficiente
  • La gravità dei fatti e una consistente rilevanza della biografia criminale (precedenti per reati gravi, evasioni, uso di armi, violazioni di misure) sono elementi decisivi che possono escludere misure meno afflittive o l'autocustodia
  • Il rigetto della sostituzione con braccialetto elettronico non richiede sempre una motivazione specifica sulla non idoneità del dispositivo elettronico: può ritenersi implicitamente valutata la sua inadeguatezza se il complesso delle esigenze cautelari lo giustifica
  • Chi impugna in Cassazione deve porre in evidenza vizi formali o manifeste illogicità nella motivazione del provvedimento impugnato oppure fornire nuovi elementi non valutati in precedenza; altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e la condanna al pagamento delle spese e di somme alla Cassa delle Ammende

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