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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45549/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza di appello che aveva confermato la condanna pronunciata in primo grado (giudizio abbreviato) per il reato di cui all'art. 12, comma 1, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione), aggravato ai sensi del comma 3, lett. b) e del comma 3-bis, lett. b). Il ricorrente deduce cinque motivi: (1) vizio di motivazione e illegittimo diniego del giudizio abbreviato condizionato con riferimento all'audizione della cognata come teste sulle minacce subite; (2) violazione dell'art. 3 Cost. per eccessiva equiparazione sanzionatoria tra condotte diverse (organizzatori vs trasportatori sotto minaccia); (3) errata qualificazione del fatto ai sensi del comma 3 e non del comma 5 dell'art. 12, contestando l'esistenza della finalità di trasferimento in Francia e sostenendo il possibile ingresso legale dei trasportati; (4) errato diniego dell'attenuante per costrizione (art. 62 n.2 cod. pen.), sostenendo che minacce ai familiari lo avrebbero costretto; (5) mancata prova dell'aggravante del profitto, contestando che il ricorrente abbia tratto vantaggio economico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo tutti i motivi aspecifici, in sostanza rivalutativi e difformi dalla motivazione di merito che ha esaminato intercettazioni, interrogatori e dichiarazioni. Ha condiviso il giudizio di merito sulla non decisivita dell'audizione chiesta, sulla valutazione delle prove circa la destinazione del trasporto (anche alla luce dell'impostazione di Google Maps) e sulla sussistenza dell'aggravante del profitto e della organizzazione/condotte aggravate. Conseguentemente resta ferma la condanna di primo e secondo grado (pena di 3 anni, 6 mesi, 20 giorni di reclusione e multa di euro 77.778,00, previa concessione delle attenuanti generiche) e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione), art. 12

    art. 12, comma 1; aggravato ai sensi del comma 3, lett. b) e del comma 3-bis, lett. b)

    La Corte ha ritenuto integrata la fattispecie di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per il trasporto di sette cittadini stranieri in condizioni disumane, con elementi che giustificano l'applicazione delle aggravanti (organizzazione, condizioni del trasporto, finalità di profitto)

  • codice di procedura penale, art. 438

    Sul diniego del giudizio abbreviato condizionato la Corte ha ritenuto legittimo il giudizio di merito che ha valutato non decisiva l'audizione proposta, esercizio del potere discrezionale non sindacabile in Cassazione se adeguatamente motivato

  • Costituzione

    La censura costituzionale è stata considerata aspecifica: la Corte di merito ha motivatamente distinto le diverse fattispecie e la sanzione applicata non è stata ritenuta irragionevole

  • Regolamento UE n. 604/2012

    Richiamato dal ricorrente per sostenere la possibilità di ingresso legale dei trasportati; la Corte ha osservato che tali elementi, se esistenti, sarebbero stati rilevabili nei controlli e non giustificano il ricorso a quell'organizzazione

  • Alien Act 2000

    Citazione normativa estera/estranea alla decisione italiana, evocata dal ricorrente per argomentare sulla protezione dei trasportati; la Corte non ha ritenuto tali argomentazioni decisive

  • codice penale

    Riguardo all'attenuante per costrizione la Corte ha ritenuto insufficienti le prove offerte dalla difesa, anche alla luce delle intercettazioni e delle altre risultanze processuali

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non sostituisce la propria valutazione a quella del merito quando i motivi si limitano a richieste di rivalutazione dei fatti o ad asserzioni generiche: le questioni di fatto valutate e motivate in appello sono sindacabili solo per vizi di diritto o palesi illogicità
  • La sussistenza del reato di favoreggiamento dell'immigrazione (art. 12 T.U. imm.) può essere ritenuta anche per chi trasporta persone all'interno del territorio nazionale se emergono elementi che dimostrano l'organizzazione, le condizioni disumane del trasporto, la finalità di trasferimento verso altro Stato e l'elemento del profitto
  • Per ottenere il riconoscimento dell'attenuante per costrizione (art. 62 n.2 c.p.) serve una prova complessiva e convincente delle minacce e del loro effetto sulla volontà dell'agente; dichiarazioni non corroborate e contrastate da intercettazioni possono essere ritenute insufficienti
  • L'aggravante del profitto richiede un nesso probatorio tra l'attività del reo e l'ottenimento di vantaggi economici; la mera presenza di somme modeste non è automaticamente escludente ma va collegata alle fasi e alle modalità del reato
  • La qualificazione giuridica della condotta (es. comma 3 vs comma 5 dell'art. 12) dipende dalla complessiva valutazione delle modalità, della destinazione e dello scopo del trasporto; prove indirette come impostazioni di navigazione o dichiarazioni dei trasportati possono concorrere a formare il convincimento del giudice
  • La richiesta di giudizio abbreviato condizionato richiede che la prova che si intende acquisire sia realmente decisiva; il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel valutarne la rilevanza e i tempi, e tale valutazione è difficilmente rimovibile in Cassazione

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