Sentenza n. 2352/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento del bando del corso-concorso pubblico per esami per il reclutamento di complessive 315 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, da inquadrare nell'Area funzionale II, fascia retributiva F2, nei ruoli dell'Amministrazione della Difesa, da impiegare presso l'Arsenale militare marittimo di Taranto (G.U. - IV s.s. - n. 92 del 22.11.2022)
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente e della mancata opposizione formale dell'amministrazione resistente. Il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata, ritenendo manifesta l'improcedibilità ai sensi dell'art. 74 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate.
Atto impugnato: bando del corso-concorso pubblico per esami per il reclutamento di 315 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato presso l'Arsenale militare marittimo di Taranto
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente aveva impugnato il bando del corso-concorso pubblico per esami indetto per il reclutamento di complessive 315 unità di personale non dirigenziale dell'Amministrazione della Difesa, chiedendone l'annullamento. Il Ministero della Difesa si era costituito chiedendo il rigetto del ricorso in quanto infondato. In corso di giudizio, con memoria depositata il 20 novembre 2025, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla definizione del ricorso e ha chiesto che fosse dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese. Dal testo non risultano specifici motivi di illegittimità dedotti contro il bando.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante dichiarazione di improcedibilità quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell'ambito della definizione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 74 c.p.a.
nel caso in cui ravvisi la manifesta […] improcedibilità […], il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme
La manifesta improcedibilità consente al giudice di definire la controversia con sentenza in forma semplificata e motivazione sintetica.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione e non emergono contestazioni dell'amministrazione resistente, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La manifesta improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse può essere definita con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 74 c.p.a., mediante motivazione sintetica riferita alla circostanza risolutiva.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse non determina automaticamente una condanna alle spese a carico di una parte: il giudice può compensare integralmente le spese di lite in relazione alle circostanze del giudizio.
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