Cassazione Civile, Ordinanza n. 29288/2025 del 05/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
L'amministrazione finanziaria aveva notificato a una contribuente un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, recuperando a tassazione IRPEF sui redditi presuntivamente investiti in attività finanziarie estere non dichiarate e irrogando le relative sanzioni. L'atto si fondava sul mancato perfezionamento della procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure), perché la contribuente aveva effettuato in ritardo il pagamento di due delle tre rate mensili previste dall'accordo di versamento. La CTP aveva annullato l'avviso e la CTR aveva confermato, ritenendo che il ritardo nel pagamento non impedisse il perfezionamento della procedura. L'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando la violazione e falsa applicazione degli artt. 5-quater e 5-quinquies del D.L. n. 167 del 1990, sostenendo che il mancato tempestivo pagamento delle rate comportasse la decadenza dai benefici della voluntary disclosure e il mancato perfezionamento della procedura, con conseguente legittimità del recupero a tassazione e delle sanzioni.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto erronea la decisione della CTR che aveva escluso la decadenza dalla voluntary disclosure in presenza del tardivo pagamento di due rate. Richiamando l'interpretazione data dalla Corte costituzionale e precedenti di legittimità, ha affermato che la disciplina della collaborazione volontaria è una procedura eccezionale soggetta a termini perentori e che il mancato versamento nei termini previsti impedisce il perfezionamento della procedura e fa venir meno i relativi effetti. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.
Norme richiamate
art. 5-quater D.L. n. 167 del 1990
La procedura di collaborazione volontaria richiede il versamento delle somme dovute nei termini previsti; il mancato pagamento tempestivo di una delle rate comporta il venir meno degli effetti della procedura e impedisce il suo perfezionamento.
art. 5-quinquies D.L. n. 167 del 1990
Se il contribuente non versa le somme dovute nei termini previsti dall'art. 5-quater, la procedura non si perfeziona e non si producono gli effetti premiali previsti dalla disciplina.
art. 4 D.L. n. 167 del 1990
Costituisce la norma richiamata per gli obblighi di monitoraggio fiscale relativi alle attività finanziarie detenute all'estero.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
La censura è stata proposta come violazione e/o falsa applicazione di norme di diritto.
art. 335 c.p.c.
La riunione non è stata disposta perché non ricorreva un'ipotesi di riunione obbligatoria.
art. 380-bis.1 c.p.c.
La causa è stata trattata in camera di consiglio secondo il rito camerale previsto dalla norma.
art. 383, comma 1, c.p.c.
Norma posta a base della cassazione con rinvio.
art. 384, comma 2, prima parte, c.p.c.
La Corte ha cassato la sentenza e rinviato al giudice di merito per il riesame uniformandosi ai principi espressi.
art. 62, comma 2, D. Lgs. n. 546 del 1992
Disposizione richiamata per il rinvio nel processo tributario e per le spese del giudizio di legittimità.
art. 385, comma 3, seconda parte, c.p.c.
Le spese del giudizio di cassazione sono state demandate al giudice del rinvio.
art. 3 Cost.
Richiamato nel giudizio di legittimità costituzionale evocato, ma le questioni sono state dichiarate inammissibili.
art. 27 Cost.
Richiamato nel giudizio di legittimità costituzionale evocato, ma le questioni sono state dichiarate inammissibili.
art. 53 Cost.
Richiamato nel giudizio di legittimità costituzionale evocato, ma le questioni sono state dichiarate inammissibili.
art. 97 Cost.
Richiamato nel giudizio di legittimità costituzionale evocato, ma le questioni sono state dichiarate inammissibili.
art. 117, comma 1, Cost.
Richiamato in relazione agli artt. 6 e 7 CEDU nel giudizio di legittimità costituzionale evocato.
artt. 6 e 7 CEDU
Richiamati nel giudizio di legittimità costituzionale evocato, ma le questioni sono state dichiarate inammissibili.
Massime di principio
- Nella disciplina della collaborazione volontaria il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute nei termini fissati dalla legge costituisce presupposto essenziale per il perfezionamento della procedura e per il mantenimento dei benefici premiali.
- Il ritardo nel versamento di una o più rate, quando la legge preveda termini perentori, determina la decadenza dai benefici della procedura e consente il recupero dell'ordinaria potestà accertativa e sanzionatoria dell'amministrazione finanziaria.
- La disciplina della voluntary disclosure va qualificata come procedura eccezionale e non come regime sanzionatorio: le sue regole di decadenza operano a presidio della corretta applicazione dell'istituto e non possono essere neutralizzate da interpretazioni elastiche incompatibili con il dato normativo.
- In presenza di un consolidato indirizzo della Corte costituzionale e della giurisprudenza di legittimità, il giudice di merito non può escludere la decadenza dalla collaborazione volontaria sulla base del solo pagamento tardivo delle rate previste dalla legge.
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