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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27996/2023 del 27/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria non convalidava l'arresto di Tomasello ritenendo non configurabile l'aggravante prevista dall'art. 625, comma 1, n. 7, c.p. (esposizione dei beni sottratti alla pubblica fede) nel caso di furto di energia elettrica, poiché l'energia era destinata all'alimentazione di un'abitazione privata tramite una società di distribuzione privata. Per tale motivo il GIP considerava carente la condizione di procedibilità per mancanza di querela. Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza sostenendo che, essendo il furto realizzato mediante allacciamento abusivo e diretto alla rete esterna di distribuzione, l'aggravante deve ritenersi applicabile indipendentemente dalle conseguenze concrete nei confronti di terzi e quindi l'arresto doveva essere convalidato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendolo fondato. Ha affermato che l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 7, c.p. è configurabile nel caso di sottrazione di energia elettrica mediante allacciamento abusivo e diretto alla rete esterna, indipendentemente dall'effettivo nocumento alla fornitura di altri utenti, perché rileva la destinazione finale dell'energia a un pubblico servizio. Ha inoltre ricordato che il giudice della convalida compie un controllo di mera ragionevolezza sull'operato della polizia giudiziaria e non un accertamento pieno della responsabilità. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e dichiarato che l'arresto era stato eseguito legittimamente.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n. 7, cod. pen.

    L'aggravante si applica alla sottrazione di energia elettrica mediante allacciamento abusivo e diretto alla rete esterna; rileva la destinazione dell'energia a un pubblico servizio distolto dalla sua corretta destinazione, indipendentemente dal concreto pregiudizio per altri utenti.

Massime di principio

  • L'aggravante prevista dall'art. 625, comma 1, n. 7, c.p. si configura quando la sottrazione di energia avviene mediante allacciamento abusivo diretto alla rete di distribuzione, anche se l'erogazione è materialmente gestita da una società privata e l'utilizzo finale è per un'abitazione privata.
  • Ai fini dell'aggravante conta la destinazione finale dell'energia a un servizio pubblico distolto, non la circostanza che durante il transito l'energia sia 'esposta alla pubblica fede' o che vi sia stato un effettivo nocumento ad altri utenti.
  • Il giudice chiamato a convalidare l'arresto esercita un controllo di mera ragionevolezza sulla decisione della polizia giudiziaria e non un esame completo dei presupposti di responsabilità penale.
  • Se il provvedimento impugnato riguarda una fase perente del procedimento ed è relativo alla valutazione dell'operato della polizia giudiziaria, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio quando il riesame non produrrebbe effetti sostanziali ulteriori.
  • In casi simili è importante documentare con elementi tecnici l'allacciamento abusivo diretto alla rete esterna e il collegamento con il servizio di distribuzione per dimostrare la sussistenza dell'aggravante e la legittimità dell'arresto in flagranza.

Testo integrale

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