Ordinanza n. 312/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) dell'ordinanza n° 29 del 27.10.2025, adottata dall'Area Tecnica del Comune di Nola, notificata alla ricorrente in data 19.11.2025, con la quale, ai sensi dell'art. 31 d.P.R. n° 380/2001 - in esecuzione della determinazione del Comune di Nola, n° 809 del 29.04.2024 recante l'annullamento del Permesso di Costruire n° 42/2018 del 10.04.2018 e della S.C.I.A in variante n° 190/2019 prot. n° 25783 del 26.06.2019 - ha ingiunto la demolizione dei cespiti facenti parte del complesso edilizio, ubicato in Nola alla Via Vincenzo La Rocca, meglio conosciuto come "Palazzo Risorgimento"; 2) della nota di trasmissione della suddetta ordinanza, assunta al prot. n° 72545 del 30.10.2025, nonché di tutti gli altri atti preordinati, collegati, connessi e/o conseguenti, tra cui la proposta del Responsabile del Procedimento/E.Q. del Settore SUE, prot. n° 71624 del 27.10.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di demolizione adottata ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001, conseguente all'annullamento in autotutela del permesso di costruire e della SCIA in variante
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Nola in esecuzione dell'annullamento del permesso di costruire e della SCIA in variante relativi a cespiti compresi in un complesso edilizio. L'atto presupposto era già stato contestato in distinti giudizi, definiti in primo grado con sentenze di rigetto successivamente appellate dinanzi al Consiglio di Stato. Il giudice d'appello aveva sospeso l'efficacia delle sentenze e accolto le domande cautelari, ritenendo necessario un approfondimento nel merito delle censure proposte contro l'annullamento in autotutela. Nel presente giudizio la ricorrente ha quindi chiesto, in via cautelare, la sospensione dell'ordinanza di demolizione, deducendo l'incertezza sulla legittimità dell'atto presupposto e il rischio derivante dall'esecuzione della demolizione nelle more della definizione dei giudizi d'appello.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'ordinanza di demolizione. Ha rilevato che la legittimità dell'atto presupposto, ossia l'annullamento in autotutela del permesso di costruire e della SCIA in variante, è ancora sub iudice e che il Consiglio di Stato ha già accolto le domande cautelari nei relativi giudizi d'appello, ritenendo necessario approfondire le censure nel merito. In ragione della natura demolitoria del provvedimento impugnato, il TAR ha ritenuto sussistente il periculum in mora. La sospensione è stata disposta nelle more della decisione del Consiglio di Stato sulla legittimità dell'atto presupposto. È stata fissata l'udienza pubblica di merito del 2 dicembre 2026 e le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. 380/2001
La norma è indicata quale base giuridica dell'ordinanza comunale di demolizione.
art. 55 c.p.a.
La disposizione disciplina la domanda cautelare sulla quale il TAR ha pronunciato, disponendo la sospensione dell'atto impugnato.
Massime di principio
- Quando un provvedimento repressivo edilizio è fondato su un atto presupposto la cui legittimità è ancora oggetto di giudizio e la cui efficacia cautelare è stata sospesa dal giudice d'appello, il giudice investito dell'impugnazione del provvedimento consequenziale può sospenderne l'esecuzione nelle more della definizione del giudizio sull'atto presupposto.
- La natura demolitoria dell'ordinanza di demolizione è idonea a integrare il periculum in mora, in quanto l'esecuzione materiale della misura può produrre effetti pregiudizievoli nelle more della decisione sulla legittimità dell'atto presupposto.
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