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Sentenza

Sentenza del 31/05/2016 n. 11312 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte sostenendo che il condono previsto dall'art. 9-bis della Legge n. 289/2002 si sarebbe perfezionato con il pagamento della prima rata. Di conseguenza, secondo la ricorrente, il mancato pagamento della rata successiva avrebbe dovuto comportare l'applicazione della sanzione del 30% soltanto sulle somme non versate, e non sull'intero importo originariamente oggetto della definizione.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondato il motivo. Ha stabilito che il condono dell'art. 9-bis è un condono clemenziale, subordinato all'integrale pagamento dell'importo dovuto. Il pagamento della sola prima rata non perfeziona la definizione: in caso di mancato pagamento di una rata successiva, il beneficio viene meno e le sanzioni possono essere applicate sull'intera somma oggetto della definizione. La ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese processuali, liquidate in 6.000 euro per compensi professionali, oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, art. 9-bis

    Il condono relativo agli omessi o tardivi versamenti delle imposte e delle ritenute si perfeziona mediante il pagamento integrale di quanto dovuto.

    La disposizione prevede un condono clemenziale e non premiale: il contribuente non ottiene una nuova determinazione dell'imposta, ma può beneficiare dell'esclusione di sanzioni e aggravi solo se paga integralmente l'importo dovuto. Il pagamento rateale produce effetti definitori soltanto quando tutte le rate sono regolarmente versate.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 36-bis

    La norma è richiamata per evidenziare che, nel condono ex art. 9-bis, non è necessaria una specifica attività di liquidazione dell'importo, poiché il quantum è già indicato nella dichiarazione integrativa presentata dal contribuente.

  • Legge 27 dicembre 2002, n. 289, artt. 7, 8, 9, 15 e 16

    Tali disposizioni disciplinano fattispecie considerate condoni premiali, nelle quali il contribuente può chiedere una definizione o un accertamento straordinario. La Corte distingue tali ipotesi dal condono dell'art. 9-bis, che richiede invece l'integrale pagamento.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata o un condono è subordinato all'integrale pagamento, il versamento della prima rata non è sufficiente a consolidare il beneficio se le rate successive non vengono pagate.
  • In presenza di un condono clemenziale, il mancato pagamento anche di una rata successiva può comportare il venir meno dell'intera definizione agevolata, con applicazione delle sanzioni sull'importo complessivamente dovuto e non soltanto sulla rata insoluta.
  • È essenziale distinguere tra condoni clemenziali, che richiedono il pagamento integrale di un debito già determinato, e condoni premiali, che possono incidere sulla determinazione dell'imposta o dell'accertamento e seguire regole diverse.
  • Prima di effettuare un pagamento rateale nell'ambito di una definizione agevolata occorre verificare se la normativa preveda espressamente il perfezionamento con la prima rata oppure soltanto con l'integrale e tempestivo pagamento di tutte le rate.

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