Sentenza del 31/05/2016 n. 365 - Comm. Trib. Reg. per le Marche
Regolare la firma sull'accertamento apposta da funzionario, se vi è stata delega da parte del legittimato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il contribuente ha impugnato la cartella di pagamento relativa a maggiori imposte IRPEF e IRAP, oltre accessori, per gli anni 2008 e 2009, sostenendo principalmente l'inesistenza o invalidità della notifica dell'avviso di accertamento presupposto. In appello ha inoltre dedotto, con motivi aggiunti, la nullità dell'avviso perché sottoscritto da un funzionario ritenuto privo di legittimazione, richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015. L'Agenzia delle Entrate ha contestato sia l'ammissibilità dei nuovi motivi sia la loro fondatezza.
La decisione
La Commissione ha rigettato l'appello e confermato la decisione di primo grado, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la cartella e condannato il contribuente alle spese. La notifica dell'avviso di accertamento è stata ritenuta corretta ai sensi dell'art. 60 del DPR n. 600/1973; poiché l'avviso non era stato impugnato, era divenuto definitivo e la successiva cartella poteva essere contestata soltanto per vizi propri. I motivi aggiunti sulla sottoscrizione sono stati dichiarati inammissibili perché nuovi e, comunque, infondati. Il funzionario appartenente all'ex carriera direttiva aveva sottoscritto l'atto sulla base di una delega conferita da un soggetto pienamente legittimato. La sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015 è stata ritenuta non applicabile, poiché riguardava l'illegittima attribuzione di funzioni dirigenziali a personale non vincitore di concorso e non il caso di una valida delega di firma. Il contribuente è stato condannato alla rifusione delle spese del grado, liquidate in 1.000 euro, oltre alle spese già liquidate in primo grado.
Norme richiamate
Art. 60 del DPR n. 600/1973
Notifica degli avvisi di accertamento
La notifica a mezzo posta dell'avviso di accertamento è stata ritenuta corretta e sostanzialmente equivalente, nella fattispecie, alla procedura prevista dall'art. 140 c.p.c. per il caso di assenza del destinatario.
Art. 8 della legge n. 890/1982
Notificazioni di atti a mezzo posta
La procedura postale, con deposito dell'atto e invio della raccomandata informativa, è stata considerata idonea a perfezionare la notifica secondo le modalità applicabili.
Art. 57 del decreto legislativo n. 546/1992
Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove
Il giudice ha ritenuto inammissibile la censura sulla sottoscrizione dell'avviso perché introdotta per la prima volta in appello mediante motivi aggiunti.
Art. 140 del codice di procedura civile
Irreperibilità o rifiuto di ricevere la copia
La procedura di deposito e di avviso al destinatario è stata posta a confronto con quella prevista dall'art. 60 del DPR n. 600/1973, rilevandone la sostanziale analogia nella fattispecie.
Sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015
Illegittimità dell'attribuzione di funzioni dirigenziali a personale privo dei requisiti, salvo situazioni temporanee di emergenza
La pronuncia riguarda il conferimento di incarichi dirigenziali a funzionari senza concorso e non esclude la possibilità che un dirigente o altro soggetto legittimato deleghi la firma di atti a un funzionario.
Cassazione civile, Sezione tributaria, sentenze n. 220 del 2014, n. 17044 del 2013 e n. 18515 del 2010
Gli atti dell'amministrazione finanziaria possono essere sottoscritti da funzionari delegati, purché la delega provenga da un soggetto competente e l'atto sia riferibile all'ufficio e idoneo a esprimerne la volontà verso l'esterno.
Massime di principio
- Quando un avviso di accertamento è stato regolarmente notificato e non è stato impugnato nei termini, diventa definitivo; la successiva cartella può normalmente essere contestata soltanto per vizi propri e non per questioni riferite all'accertamento presupposto.
- La sottoscrizione dell'atto da parte di un funzionario non comporta automaticamente l'invalidità dell'avviso: è sufficiente, in linea generale, che il funzionario agisca sulla base di una delega conferita da un soggetto competente e che l'atto sia chiaramente riferibile all'amministrazione.
- La sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015 non determina l'invalidità generalizzata degli atti firmati da funzionari, ma riguarda l'assegnazione illegittima di funzioni dirigenziali senza concorso; va distinta dalla delega di firma o di competenza validamente conferita.
- Le contestazioni relative alla legittimazione del sottoscrittore devono essere sollevate tempestivamente e nei limiti consentiti dal grado di giudizio: introdurre motivi nuovi in appello può comportarne l'inammissibilità.
- Errori materiali nell'indicazione dell'ufficio di deposito o di altri dati della notifica non determinano necessariamente l'invalidità dell'atto, se gli elementi documentali consentono di individuare correttamente la procedura effettivamente eseguita.
- In una situazione analoga occorre verificare separatamente la validità della notifica, la tempestiva impugnazione dell'atto presupposto, l'esistenza e l'estensione della delega e la riferibilità dell'atto all'amministrazione.
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