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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5096/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Germinara impugna l'ordinanza del Tribunale del riesame di Catanzaro che aveva ravvisato a suo carico gravi indizi di reato per: a) partecipazione a un'associazione per delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione, promossa da Vincenzo Sculco e Giancarlo De Vona; b) due ipotesi di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente (art. 353-bis) e falsi ideologici (art. 479), relative ad affidamenti di lavori pubblici (uno qualificato come "supplementare" per eludere la gara e l'altro in violazione del principio di rotazione per affidamenti "sotto soglia"). Il ricorso deduce errori di diritto e vizi di motivazione: contesti probatori basati su conversazioni intercettate frammentarie o generiche; assenza di procedura comparativa e quindi inapplicabilità dell'art. 353-bis; mancanza di accertamenti tecnici circa la natura "supplementare" dei lavori; erronea qualificazione della condotta del dirigente come falsa ideologica; e insufficiente dimostrazione del suo ruolo subalterno e della partecipazione all'associazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato irricevibile la memoria trasmessa alla Corte da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro (per questioni di legittimazione processuale). Nel merito: ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata nella parte relativa ai reati contestati ai sensi dell'art. 353-bis, cod. pen., disponendo la revoca della misura cautelare connessa a quei capi, perché il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente richiede l'esistenza di una procedura concorsuale o di un atto che abbia funzione equivalente al bando e non può essere esteso alla mera omissione della gara; ha invece annullato con rinvio (cioè con rimessione al giudice di merito per ulteriore motivazione) la parte dell'ordinanza relativa al reato di associazione per delinquere e ai falsi ideologici, ritenendo che il giudice di merito debba meglio chiarire, alla luce delle osservazioni difensive, la collocazione di Germinara nel presunto sodalizio e la valenza probatoria delle intercettazioni citate.

Norme richiamate

  • art. 353-bis cod. pen.

    La Corte interpreta la norma restrittivamente: per integrare il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente è necessaria l'esistenza di una procedura selettiva comparativa o di un atto che abbia funzione equivalente al bando; non è consentita una estensione analogica per colpire la mera omissione della gara (affidamento diretto).

  • art. 479 cod. pen.

    Norma richiamata in relazione ai falsi ideologici connessi agli affidamenti; la Corte ha disposto che la relativa valutazione probatoria richiede ulteriore motivazione da parte del giudice di merito.

  • art. 353 cod. pen. (richiamato)

    La Corte richiama la distinzione tra la vecchia norma e l'art. 353-bis, sottolineando che l'ambito di tutela penale era stato ampliato nel 2010 dal legislatore per coprire specifiche condotte di manipolazione del bando; nondimeno non è ammissibile ulteriore ampliamento analogico.

  • art. 299 comma 1 cod. proc. pen.

    art. 299, comma 1, cod. proc. pen.

    Norma procedurale che legittima la revoca della misura cautelare conseguente all'annullamento dell'ordinanza per i capi di imputazione afferenti all'art. 353-bis.

  • art. 311 comma 1 cod. proc. pen.

    art. 311, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamata in merito alla legittimazione del pubblico ministero a proporre ricorso per cassazione; la Corte distingue però tra la legittimazione a ricorrere e la qualifica di "parte" del giudizio di cassazione.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    art. 121, cod. proc. pen.

    Norma citata rispetto alla facoltà di presentare memorie in cassazione; la Corte conclude che memorie inviate dagli uffici territoriali devono transitare tramite la Procura generale.

  • art. 51 comma 1 lett. b) cod. proc. pen.

    art. 51, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    La Corte rileva che la Procura generale presso la Corte di cassazione è l'organo costituito come "pubblico ministero" nel giudizio di cassazione e quindi interlocutore degli uffici territoriali; ciò giustifica l'irrimezzabilità della memoria del Procuratore della Repubblica territoriale.

  • art. 49 d.lgs. n. 36 del 2003

    art. 49, d.lgs. n. 36 del 2003

    Norma richiamata nella discussione sul principio di rotazione per gli affidamenti "sotto soglia"; la Corte osserva che la verifica della violazione del principio richiede indagini comparative sulla tempistica, settore merceologico e fascia di valore.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 98 del 2021

    Corte costituzionale, sent. n. 98/2021

    La Corte di Cassazione invoca il principio enunciato dalla Consulta secondo cui le norme penali vanno interpretate restrittivamente e non possono essere estese per analogia in malam partem; ciò impedisce di ricondurre alla fattispecie incriminatrice condotte non chiaramente previste dal testo normativo.

  • art. 25 Cost.

    art. 25, secondo comma, Cost.

    Richiamato come fondamento del principio di legalità penale e della necessità di determinatezza delle fattispecie incriminatrici.

Massime di principio

  • L'art. 353-bis cod. pen. richiede una situazione di procedimento concorsuale o di atto che svolga funzione equivalente al bando; la semplice omissione della gara e l'affidamento diretto non costituiscono automaticamente la fattispecie di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.
  • Non è ammessa un'interpretazione estensiva o analogica in malam partem delle norme penali: se il legislatore non ha incriminato specifiche condotte (es. elusione della gara), spetta al legislatore stesso intervenire e non al giudice penale ampliare la norma.
  • Le intercettazioni e le conversazioni frammentarie o generiche vanno valutate con attenzione e contestualizzate: affermazioni isolate che descrivono rapporti di stima o generiche referenze non sono di per sé sufficienti a fondare la partecipazione a un'associazione per delinquere.
  • Se i reati "cardine" ("“reati-scopo”") risultano non integrati, ciò richiede una rivalutazione complessiva della contestazione associativa: la prova della partecipazione al sodalizio non può essere automaticamente dedotta da addebiti che cadono.
  • Nelle ipotesi di presunte violazioni delle regole di rotazione per gli affidamenti "sotto soglia" è necessaria una verifica comparativa (periodo temporale, settore merceologico, fascia di valore) prima di ritenere integrata la violazione.
  • Sul piano processuale, le memorie prodotte dagli uffici della Procura territoriale nella causa di cassazione devono transitare per la Procura generale: memorie inviate direttamente alla Corte dalla Procura territoriale possono essere ritenute irricevibili.

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