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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14864/2022 del 11/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (privato)

La controversia

La controversia nasce dall'accertamento, da parte del giudice di merito, della propriete0 di un appezzamento di terreno in capo a pif9 soggetti e della conseguente illegittima occupazione di una porzione del fondo da parte della convenuta, che vi aveva realizzato una recinzione. Era stata inoltre esclusa l'esistenza di una servite0 di passaggio a favore della convenuta sul fondo attoreo. In cassazione la ricorrente ha proposto tre motivi: (1) violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. per avere la Corte d'appello svalutato come inutili e inattendibili le testimonianze rese da familiari della ricorrente; (2) violazione dei principi sull'onere della prova nell'azione di rivendicazione ex art. 948 c.c., sostenendo che la Corte territoriale avesse ritenuto provata la propriete0 della controparte con criteri non rigorosi, valorizzando titolo di acquisto e dati catastali; (3) violazione dei principi in tema di actio negatoria servitutis, assumendo che il giudice di merito avesse errato nel porre a suo carico la prova della servite0 e nel ritenere necessaria una domanda riconvenzionale, quando invece ella avrebbe dedotto l'acquisto della servite0 per possesso ultraventennale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo e il terzo motivo, ritenendoli in sostanza diretti a sollecitare una rivalutazione del materiale probatorio e dell'interpretazione della domanda, attivite0 riservate al giudice di merito. Ha invece accolto il secondo motivo, affermando che, nell'azione di rivendicazione, l'attore deve fornire la prova rigorosa della propriete0 propria e dei danti causa fino a coprire il periodo utile per l'usucapione, e che la Corte d'appello aveva applicato un criterio probatorio pif9 attenuato, mutuato da fattispecie diverse (regolamento di confini e accertamento negativo della servite0). La sentenza impugnata e8 stata quindi cassata con rinvio alla Corte d'appello di Messina, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimite0.

Norme richiamate

  • art. 948 c.c.

    Nell'azione di rivendicazione l'attore deve fornire la prova rigorosa del proprio diritto di propriete0 e della catena dei danti causa per il tempo necessario a coprire l'eventuale usucapione.

  • artt. 115 e 116 c.p.c.

    La loro violazione e8 deducibile in cassazione non per contestare la mera valutazione del materiale istruttorio, ma solo quando il giudice abbia utilizzato prove non dedotte, prove disposte fuori dai limiti legali, o abbia attribuito efficacia di prova legale a elementi che ne sono privi.

  • art. 360 n. 3 c.p.c.

    La censura viene veicolata come violazione di legge, ma non puf2 tradursi in una richiesta di nuova valutazione del merito.

  • art. 948 c.c.

    presupposti dell'azione di rivendicazione

    La prova della propriete0, nell'azione di rivendicazione, non puf2 essere sostituita da una dimostrazione attenuata con semplici elementi indiziari, se la causa richiede la prova piena del titolo.

  • actio negatoria servitutis

    Il proprietario che agisce per far accertare la liberte0 del fondo deve provare la propria propriete0, mentre spetta al convenuto provare il diritto reale limitativo vantato; la presunzione di liberte0 del fondo opera a favore del proprietario.

Massime di principio

  • Nell'azione di rivendicazione la prova del diritto di propriete0 deve essere rigorosa e ricostruire la titolarite0 del bene fino al tempo utile per l'usucapione; non basta una prova attenuata come quella sufficiente in altre azioni reali.
  • La censura di violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. non puf2 essere utilizzata per ottenere in cassazione una nuova valutazione delle prove, salvo che il giudice di merito abbia utilizzato prove inesistenti, fuori dai limiti legali o attribuito efficacia probatoria piena a elementi valutabili liberamente.
  • Nell'actio negatoria servitutis il proprietario attore deve provare la propria propriete0 e beneficia della presunzione iuris tantum di liberte0 del fondo; il convenuto ha l'onere di dimostrare l'esistenza del diritto reale limitativo che pretende di vantare.
  • La qualificazione della domanda e la verifica dell'eventuale esistenza di una domanda riconvenzionale sono accertamenti riservati al giudice di merito, se sorretti da motivazione non illogica.

Come è indicizzato

MaterieProprietàPossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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