Sentenza n. 14942/2026 - Roma, Sezione 3B
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: bando del concorso pubblico per esami a 411 allievi vice-ispettori del Corpo di Polizia Penitenziaria, nella parte ritenuta lesiva degli interessi del candidato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, dopo avere superato la prova preliminare ed essere stato ammesso alla prova scritta, ha impugnato il bando deducendone la genericità. In particolare, ha lamentato la mancata indicazione di temi specifici ricompresi nelle materie d'esame, nonché l'assenza di indicazioni sulle modalità di svolgimento della prova scritta e sui criteri di valutazione. Ha dedotto violazione del d.P.R. 487/1994, dei principi di correttezza, trasparenza, economicità ed efficienza dell'azione amministrativa e dell'art. 97 Cost., oltre a eccesso di potere per errore nei presupposti, difetto di istruttoria, difetto assoluto di motivazione, sviamento, illogicità, ingiustizia manifesta e disparità di trattamento; sono stati inoltre richiamati l'art. 111 Cost. e l'art. 115 c.p.c.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure rivolte al bando. La decisione è stata determinata dalla dichiarazione resa dalla difesa del ricorrente, che ha manifestato la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione del giudizio e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità. Il Collegio ha ritenuto che tale dichiarazione imponesse la definizione in rito in applicazione del principio dispositivo, non potendo il giudice decidere d'ufficio la controversia nel merito. Le spese di lite sono state integralmente compensate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse
La disposizione è stata applicata per dichiarare improcedibile il ricorso a seguito della sopravvenuta carenza di interesse manifestata dalla parte ricorrente.
art. 85, comma 9, c.p.a.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
d.P.R. 487/1994
Il ricorrente ne ha dedotto la violazione in relazione alla disciplina del concorso, ma il giudice non ha esaminato la censura per la definizione del giudizio in rito.
art. 97 Cost.
Il ricorrente lo ha richiamato in relazione ai principi di economicità ed efficienza del procedimento amministrativo; la censura non è stata esaminata nel merito.
art. 111 Cost.
Il ricorrente ne ha dedotto la violazione, ma il giudice non ha esaminato la relativa censura.
art. 115 c.p.c.
Il ricorrente ne ha dedotto la violazione, ma il giudice non ha esaminato la relativa censura.
Massime di principio
- La dichiarazione del difensore di sopravvenuta carenza di interesse del proprio assistito alla decisione del ricorso determina, in applicazione del principio dispositivo, l'improcedibilità dell'impugnazione ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Quando il ricorrente manifesta la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può decidere d'ufficio il merito delle censure dedotte e deve definire il giudizio con una pronuncia di improcedibilità.
- La definizione del giudizio in rito per sopravvenuta carenza di interesse non comporta, di per sé, una valutazione sulla fondatezza o infondatezza dei motivi di ricorso.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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