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Sentenza

Sentenza n. 6086/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -previa tutela cautelare - del diniego del visto d’ingresso per affari del 25/7/2025 adottato dal Consolato Generale d'Italia ad Addis Abeba; - di ogni altro atto presupposto o successivo, prodromico, consequenziale o comunque connesso a quelli impugnati, anche se non conosciuto e che verrà immancabilmente travolto dalla caducazione di atti precedenti e connessi.

Giustizia amministrativa202513157

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto d'ingresso per affari adottato dal Consolato Generale d'Italia ad Addis Abeba il 25 luglio 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso per affari, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, nonché degli atti presupposti, successivi e connessi. Nel corso del giudizio il Collegio, con ordinanza cautelare n. 623/2026, ha ritenuto attendibile la documentazione depositata dal ricorrente, ha sospeso il diniego e ha ordinato al Consolato competente di riesaminare la domanda entro dieci giorni dalla comunicazione dell'ordinanza, previo colloquio con l'interessato e alla luce delle sue puntuali deduzioni. Alla successiva udienza camerale del 24 marzo 2026 il Tribunale ha rilevato che l'amministrazione non aveva dato esecuzione all'ordinanza cautelare e non aveva depositato alcunché. Il testo non esplicita ulteriori specifici vizi di legittimità dedotti contro il diniego.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso allo stato degli atti, valorizzando l'attendibilità della documentazione prodotta dal ricorrente e, soprattutto, il comportamento processuale e procedimentale dell'amministrazione, che non ha ottemperato all'ordinanza cautelare di riesame e non ha depositato documentazione. Ha quindi annullato il diniego del visto. Ha posto le spese di lite, liquidate forfettariamente in 1.500 euro oltre accessori e rimborso del contributo unificato ove versato, esclusivamente a carico del MAECI, con distrazione in favore del difensore antistatario. Ha ordinato l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il giudice amministrativo sospende un diniego e ordina all'amministrazione un riesame entro un termine, previo svolgimento di specifici incombenti istruttori o partecipativi, la mancata esecuzione dell'ordinanza cautelare e l'assenza di documentazione giustificativa possono essere valutate, allo stato degli atti, ai fini della decisione definitiva di annullamento dell'atto impugnato.
  • Nel giudizio amministrativo, il comportamento processuale e procedimentale dell'amministrazione, incluso il mancato deposito di atti e la mancata esecuzione di una misura cautelare conformativa, può assumere rilievo nella valutazione complessiva della fondatezza della domanda di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoEfficacia ed esecutorietà

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