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Sentenza

Sentenza n. 95/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501545

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, con rilascio di un permesso per attesa occupazione

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui il Questore di Bergamo aveva respinto l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilevando dalla banca dati INPS l'assenza di attività lavorativa dal 18 aprile 2024. Il ricorrente ha documentato di avere invece percepito, a partire da maggio 2024, redditi derivanti da attività d'impresa, inizialmente svolta in forma individuale e successivamente mediante una società in nome collettivo. Dalla motivazione della sentenza emerge inoltre la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990, poiché la Questura non aveva comunicato il preavviso di diniego, impedendo al ricorrente di fornire già nel procedimento i chiarimenti sulla propria posizione lavorativa.

La decisione

Nel corso del giudizio la Questura ha comunicato di avere preso atto delle dichiarazioni e della documentazione prodotte, accertando lo svolgimento di una regolare attività lavorativa. Ha pertanto proceduto all'annullamento del precedente provvedimento e all'avvio del rilascio di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo per lavoro autonomo. Il ricorrente ha confermato in udienza la cessazione della materia del contendere. Il TAR ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere. Ha tuttavia posto le spese a carico dell'Amministrazione, ritenendo fondato il ricorso: la mancata comunicazione del preavviso di diniego aveva impedito al ricorrente di chiarire la propria posizione e lo aveva costretto a proporre ricorso. Le spese sono state liquidate in euro 1.500,00, oltre rimborso forfettario del 15%, CPA e IVA se dovuta, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La mancata comunicazione del preavviso di diniego costituisce violazione procedimentale rilevante quando avrebbe consentito al privato di fornire chiarimenti e documentazione idonei a evitare l'adozione del provvedimento negativo; tale violazione giustifica la condanna dell'Amministrazione alle spese anche quando, per il successivo annullamento d'ufficio dell'atto, il giudizio si conclude con cessazione della materia del contendere.

  • art. 60 c.p.a.

    La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Quando l'Amministrazione intende respingere un'istanza del privato, deve comunicare il preavviso di diniego ai sensi dell'art. 10-bis l. 241/1990, salvo che ricorra una specifica causa di esclusione prevista dalla legge.
  • La violazione dell'obbligo di preavviso di diniego è concretamente rilevante quando il contraddittorio procedimentale avrebbe potuto consentire all'interessato di chiarire fatti o produrre documenti idonei a modificare l'esito del procedimento.
  • Se, dopo la proposizione del ricorso, l'Amministrazione annulla il provvedimento impugnato e adotta le misure favorevoli richieste dal privato, il giudizio può essere definito per cessazione della materia del contendere.
  • La cessazione della materia del contendere non esclude la condanna dell'Amministrazione alle spese quando il ricorso risultava fondato e il comportamento amministrativo precedente ha reso necessaria la proposizione del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimentoEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomateriePermesso UE per soggiornanti di lungo periodo
IstitutiPartecipazione procedimentaleSopravvenuta carenza di interesseBuona fede e correttezza della PA

Testo integrale

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