Ordinanza n. 576/2026 - Firenze, Sezione 2
per l'accertamento del silenzio-inadempimento dell'Amministrazione sull’istanza del ricorrente, volta alla regolarizzazione della propria posizione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR non ha ancora definito la domanda sul silenzio-inadempimento. Ha disposto un incombente istruttorio, ordinando all'Amministrazione di depositare una relazione sui fatti di causa, sullo stato del procedimento e sulle eventuali ragioni che ne abbiano impedito la conclusione, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 27 maggio 2026 per il prosieguo.
Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla richiesta di regolarizzazione della posizione e di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione
Esito
La controversia
Il ricorrente ha dedotto l'inerzia dell'Amministrazione sulla procedura conseguente al nulla-osta lavorativo rilasciato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Pisa il 20 maggio 2025. Dopo l'ingresso in Italia e l'assunzione, il datore di lavoro avrebbe cessato l'attività e licenziato i dipendenti, compreso il ricorrente, il 30 giugno 2025. Con comunicazione del 25 agosto 2025, il ricorrente ha chiesto la regolarizzazione della posizione, incluso il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. La Prefettura ha successivamente comunicato l'avvio di un procedimento di revoca del nulla-osta, richiamando un parere negativo della Questura fondato sull'asserita commissione, da parte del datore di lavoro, del reato di cui all'art. 582 c.p. Il ricorrente ha contestato tale prospettazione, evidenziando l'assenza di condanne definitive e il fatto che il datore risultasse soltanto indagato, nonché la cessazione dell'attività e la propria richiesta di permesso per attesa occupazione. Il ricorso è stato proposto per l'accertamento del silenzio-inadempimento dell'Amministrazione.
Norme richiamate
art. 582 c.p.
La norma è richiamata nel procedimento amministrativo quale reato asseritamente commesso dal datore di lavoro e posto a fondamento del parere negativo della Questura; l'ordinanza non ne esamina nel merito l'applicazione.
Come è indicizzato
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