Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 08020/2026 del 02/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la conferma della condanna per concorso in detenzione di sostanza stupefacente (119,5 g di hashish inviati per posta all'Istituto penitenziario di Terni). Sei motivi: 1) contestazione della competenza territoriale (Bari vs Terni); 2) inutilizzabilità e mancata acquisizione del DVD di videosorveglianza da cui sono stati estrapolati fotogrammi; 3) violazione del diritto di difesa per mancata motivazione sull'acquisizione dei fotogrammi; 4) contestazione dell'accertato rapporto di parentela tra il mittente Petrone e l'imputato Ruta; 5) carenze relative agli accertamenti sul contenuto del pacco e sui rapporti con Antonietta Ruta; 6) insufficienza e illogicità della motivazione circa la responsabilità concorsuale e la conoscenza della presenza di stupefacente nel pacco.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso in parte. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla competenza territoriale e all'utilizzabilità dei fotogrammi (confermando la competenza del Tribunale di Bari e che i fotogrammi da videosorveglianza di sicurezza generale sono documenti utilizzabili). Ha invece ritenuto fondate le censure sulla mancata prova grave e precisa del rapporto di parentela tra Petrone e Ruta e sulla insufficiente e manifestamente illogica motivazione circa la responsabilità concorsuale di Ruta. Per questi vizi la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Bari per nuovo giudizio. In precedenza l'imputato era stato condannato in primo grado e in appello a quattro anni e otto mesi di reclusione e 5.500 euro di multa, con riconoscimento della recidiva reiterata specifica.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sulla responsabilità per concorso di persone nel reato; invocata quale titolo di imputazione per la partecipazione alla detenzione della sostanza stupefacente

  • art. 73, comma 4, DPR 309/1990

    Norma sostanziale sulla detenzione e traffico di stupefacenti, indicata come norma violata dall'imputato

  • art. 80, comma 1, lett. g) DPR 309/1990

    Norma sulle circostanze aggravanti previste dal DPR 309/1990, richiamata nell'imputazione

  • art. 606, comma 1, lett. b), d), e) cod. proc. pen.

    Previsioni che disciplinano i motivi di ricorso in Cassazione (vizi di motivazione, violazioni di legge e mancata acquisizione di prove rilevanti) usate per inquadrare i singoli motivi di doglianza

  • art. 8, comma 3, cod. proc. pen.

    Se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione

    Applicata per stabilire la competenza territoriale: per i reati eventualmente permanenti la competenza è del luogo in cui è iniziata la disponibilità della sostanza; nel caso il deposito/spedizione da Bari costituisce l'inizio della detenzione

  • art. 191, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato nel principio per cui l'inutilizzabilità della prova sussiste solo se la legge stabilisce divieti; dunque l'assenza del DVD non comporta automaticamente inutilizzabilità dei fotogrammi

  • art. 234, cod. proc. pen.

    Le videoregistrazioni effettuate per finalità di sicurezza generale sono qualificabili come documenti acquisibili ai sensi di tale disposizione e non come atti di indagine

  • art. 189, cod. proc. pen.

    Distinzione tra prove atipiche derivanti da attività investigativa e documenti; richiamata per spiegare la diversa disciplina delle videoregistrazioni effettuate dalla polizia giudiziaria

Massime di principio

  • Per reati eventualmente permanenti (es. detenzione di stupefacenti) la competenza territoriale è del luogo in cui è iniziata la detenzione; se più persone hanno concorso, si guarda al concorrente che per primo ha avuto la disponibilità della sostanza
  • Le videoregistrazioni effettuate per ragioni di sicurezza generale (non come atto d'indagine) sono qualificabili come documenti e possono essere acquisite e utilizzate anche se il supporto originale non è riprodotto in atti; tuttavia l'impossibilità di visionare il materiale originale può incidere sulla valutazione della attendibilità
  • La semplice ricostruzione probabilistica o basata su indizi vaghi non è sufficiente a fondare una condanna se non consente di escludere ragionevoli ricostruzioni alternative; la condanna richiede prova al di là di ogni ragionevole dubbio
  • La sussistenza di rapporti di parentela o di stretti legami rilevanti ai fini dell'accusa deve essere dimostrata con prove gravi, precise e concordanti, non con mere affermazioni o foto tratte dai social
  • In presenza di elementi probatori carenti o di lacune sulla participação dell'imputato, la Corte di Cassazione può annullare con rinvio per nuovo giudizio perché siano compiuti ulteriori accertamenti
  • Difesa: è fondamentale richiedere e ottenere l'accesso ai materiali originali (video, DVD), agli atti postali e ai registri civilistici per dimostrare o escludere legami di parentela, e proporre accertamenti tecnici e indagini difensive mirate per contestare ricostruzioni dedotte da mere congetture

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.