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Sentenza

Sentenza n. 748/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'accertamento - dell'illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento presentata dalla ricorrente.

Giustizia amministrativa202506545

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio del Ministero dell'Istruzione e del Merito sull'istanza di riconoscimento di un titolo conseguito all'estero

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (richiedente riconoscimento titolo)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia serbata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito sulla propria istanza di riconoscimento di un titolo conseguito all'estero. Ha dedotto la sussistenza dell'obbligo dell'amministrazione di concludere il procedimento e la decorrenza inutiliter del termine generale previsto dalla legge n. 241 del 1990. È stata inoltre proposta domanda risarcitoria, respinta per insufficienza degli elementi probatori relativi agli elementi soggettivi della responsabilità.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda relativa al silenzio, accertando l'inerzia dell'amministrazione e ordinando al Ministero di adottare un provvedimento espresso sull'istanza entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Il giudice ha ritenuto integrati i presupposti del silenzio-inadempimento: esistenza di un obbligo di provvedere su un'istanza privata, titolarità in capo alla richiedente di una situazione giuridica legittimante e inutile decorso del termine procedimentale. Ha precisato che l'amministrazione deve concludere il procedimento anche quando ritenga l'istanza irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità. In caso di perdurante inottemperanza, è stato nominato commissario ad acta il dirigente generale competente del Ministero, senza facoltà di delega e senza compenso, con un ulteriore termine di 120 giorni. La domanda di risarcimento del danno è stata respinta per carenza di sufficienti elementi probatori sugli elementi soggettivi della fattispecie. Il Ministero è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 1.500 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • legge n. 241 del 1990

    Il decorso del termine generale procedimentale, in presenza di un obbligo di provvedere su un'istanza privata, rende configurabile il silenzio rilevante ai fini dell'accertamento dell'inerzia amministrativa.

Massime di principio

  • La sussistenza del silenzio-inadempimento richiede l'esistenza di un obbligo dell'amministrazione di provvedere su un'istanza privata e l'inutile scadenza del termine procedimentale applicabile.
  • L'amministrazione deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso anche quando ritenga che l'istanza sia irricevibile, inammissibile, improcedibile o infondata, salvo i casi limite di palese pretestuosità.
  • Accertata l'inerzia, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di provvedere entro un termine determinato e nominare sin d'ora un commissario ad acta per l'ulteriore inottemperanza.
  • La domanda risarcitoria connessa al silenzio può essere respinta quando non siano forniti sufficienti elementi probatori sugli elementi soggettivi della responsabilità.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiIstruzione e universitàProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneTermini del procedimentoOttemperanza e commissario ad actaRisarcimento del danno da attività amministrativa

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