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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37405/2024 del 10/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte di appello di Bologna che confermava la condanna per rapina aggravata pronunciata in primo grado. Anebarou deduce omissione di motivazione e violazione di legge per il mancato riconoscimento della sanzione sostitutiva della detenzione domiciliare (richiesta in udienza) e contesta il mancato riconoscimento dellattenuante di cui allart. 114 c.p. Bicherouakine censura la qualificazione del concorso (art. 110 c.p.), sostenendo che la sola apprensione dellaccendino e la mera presenza non provano un contributo apprezzabile alla rapina, lamenta vuoti motivazionali sullelemento psicologico e sulla possibilità di accordo tra soggetti non conosciuti e contesta il mancato riconoscimento dellattenuante di cui allart. 114 c.p. nonché la negazione del vincolo di continuazione con altro procedimento (art. 81 c.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso distintamente per i due ricorsi. Per Anebarou Yassine: il ricorso è parzialmente fondato quanto al primo motivo relativo allomessa decisione e motivazione sulla richiesta di sanzione sostitutiva (art. 20-bis), accertata la tempestività della richiesta in udienza; la sentenza è annullata limitatamente a quel punto e rinviata alla Corte di appello di Bologna per nuovo esame. Il secondo motivo di Anebarou (attenuante art. 114) è dichiarato inammissibile per genericità. Per Bicherouakine Nizar: il ricorso è dichiarato inammissibile perché i giudici di merito hanno fornito motivazione adeguata e non manifestamente illogica; confermata la responsabilità per concorso nella rapina sulla base delle dichiarazioni delle vittime e delle identificazioni fotografiche, e negata la continuazione con altro procedimento. Bicherouakine è condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 20-bis cod. proc. pen.

    Riferita alla disciplina delle nuove sanzioni sostitutive: la richiesta dellimputato formulata almeno in udienza di discussione in appello obbliga il giudice di appello a pronunciarsi; l'omessa decisione e motivazione su tale richiesta giustifica lannullamento e il rinvio

  • art. 114 cod. pen.

    La possibilità di riconoscimento dellattenuante richiede una deduzione precisa e un concreto vaglio critico; i motivi generici o indeterminati possono essere dichiarati inammissibili

  • art. 110 cod. pen.

    Valuta il concorso di persone nel reato: la Corte di merito può ritenere sussistente il concorso anche sulla base di elementi indiziari e della valutazione complessiva del ruolo (es. ruolo di palo) purché motivata; la mera presenza non è automaticamente esclusiva ma richiede valutazione di merito

  • art. 81 cod. pen.

    Riguarda la continuazione: il riconoscimento richiede elementi di unitarietà del disegno criminoso (omogeneità modi, contiguità spazio-temporale, programmazione); la mancanza di tali elementi giustifica il diniego

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, art. 95 (c.d. riforma Cartabia)

    Richiamato per la disciplina transitoria delle nuove pene sostitutive: precisa le condizioni perché il giudice di appello debba pronunciare sulle sanzioni sostitutive per pene detentive brevi

  • art. 597, comma 5, cod. proc. pen.

    Attribuisce al giudice di appello un potere-dovere officioso in ordine allapplicazione di benefici; tuttavia, lesercizio discrezionale di tale potere richiede comunque motivazione e può essere fatto valere in Cassazione se la richiesta di parte sia tempestiva

Massime di principio

  • La richiesta di sanzioni sostitutive formulata in udienza di discussione in appello è tempestiva e obbliga il giudice di appello a decidere espressamente: l'omessa decisione e motivazione su tale richiesta può comportare annullamento e rinvio
  • I motivi di ricorso generici o privi dei requisiti di specificità ex art. 581 c.p.p. sono inammissibili: chi impugna deve indicare chiaramente gli elementi di fatto e di diritto contestati
  • In sede di legittimità non si rivede la valutazione di merito delle prove salvo i casi tassativi (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione): valutazioni difficili o alternative dei giudici di merito restano in sede di merito
  • La mera presenza sulla scena del fatto o la semplice apprensione di un oggetto non escludono automaticamente la responsabilità per concorso; tuttavia, per affermare il concorso è necessaria una motivazione che colleghi il comportamento al contributo apprezzabile al reato
  • Per il riconoscimento della continuazione è necessario dimostrare lunitarietà del disegno criminoso (programmazione, omogeneità delle modalità, contiguità spazio-temporale); la mancanza di tali elementi prevale sul mero dato della somiglianza tra reati

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