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Sentenza

Sentenza n. 454/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento -dell'ingiunzione di demolizione e rimozione di opere edilizie realizzate in assenza di permesso di costruire del Comune di Scalenghe (prot. -OMISSIS-), notificato in data -OMISSIS-; - di ogni atto connesso;

Giustizia amministrativa202200926

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimozione di opere edilizie consistenti nella trasformazione, con opere, di un capannone agricolo in un monolocale residenziale, realizzata in assenza di permesso di costruire

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ingiunzione comunale di demolizione deducendo, in sintesi: di avere eseguito soltanto la ristrutturazione di un bagno preesistente; l'omessa o insufficiente descrizione dell'abuso e dell'illecito nell'ordinanza; la violazione degli artt. 3, 32 e 97 Cost.; la qualificazione degli interventi come manutenzione ordinaria rientrante nell'edilizia libera; il difetto di istruttoria; l'assenza di adeguata motivazione; la contraddittorietà e l'erroneo inquadramento della struttura; l'erroneità, l'inconferenza e la manifesta illogicità della motivazione. Dalla documentazione richiamata dal Comune, comprese la relazione di sopralluogo con fotografie e le dichiarazioni spontanee rese dal ricorrente, risultavano invece la realizzazione di tramezzature, controsoffitti, servizi igienici, cucina e impianto elettrico, con trasformazione del capannone agricolo in un monolocale a uso residenziale.

La decisione

Il TAR ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto non credibile e comunque smentita dalla documentazione comunale la tesi secondo cui sarebbero stati eseguiti soltanto lavori su un bagno esistente. Le fotografie e la relazione di sopralluogo, insieme alle dichiarazioni del ricorrente, hanno comprovato la creazione di locali abitativi e servizi igienici, nonché la trasformazione funzionale del capannone. L'ordinanza è stata ritenuta adeguatamente motivata perché descriveva l'abuso come trasformazione, con opere, di un capannone agricolo in monolocale residenziale, in assenza di permesso di costruire e con variazione essenziale del progetto approvato, richiamando per relationem la relazione di sopralluogo. Il giudice ha escluso il difetto di istruttoria, poiché gli accertamenti e la documentazione acquisita erano sufficienti. Ha inoltre affermato che il mutamento di destinazione d'uso con opere, comportando un diverso carico urbanistico e determinando un manufatto non assimilabile a quello preesistente, richiedeva il permesso di costruire e non poteva essere ricondotto alla manutenzione ordinaria o all'edilizia libera. Le censure costituzionali sono state giudicate generiche; la misura demolitoria è stata qualificata come espressione di attività amministrativa vincolata conseguente alla realizzazione dell'opera senza il titolo edilizio richiesto. Le doglianze di contraddittorietà, illogicità ed erroneità della motivazione, in parte ripetitive dei precedenti motivi, sono state parimenti respinte. Il ricorrente è stato condannato al pagamento di 3.000 euro, oltre accessori di legge, a titolo di spese di lite.

Norme richiamate

  • art. 3 Cost.

    La censura di violazione è stata ritenuta generica; la sentenza non individua una specifica lesione della disposizione.

  • art. 32 Cost.

    La censura di violazione è stata ritenuta generica; la sentenza non individua una specifica lesione della disposizione.

  • art. 97 Cost.

    La censura di violazione è stata ritenuta generica; la sentenza non individua una specifica lesione della disposizione.

  • art. 350, comma 7, c.p.p.

    Il verbale delle dichiarazioni spontanee è stato valorizzato quale elemento documentale da cui risultava l'esecuzione di opere interne e impianti funzionali alla destinazione abitativa.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato nel dispositivo quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati nel dispositivo, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La trasformazione, con opere, di un capannone agricolo in un monolocale residenziale, quando determina un diverso carico urbanistico e rende il nuovo manufatto non assimilabile a quello preesistente, richiede il permesso di costruire e non rientra nell'edilizia libera o nella manutenzione ordinaria.
  • Un'ordinanza di demolizione è sufficientemente motivata quando individua la trasformazione edilizia abusiva, specifica l'assenza del permesso di costruire e richiama per relationem una relazione di sopralluogo idonea a descrivere le opere e le caratteristiche dell'abuso.
  • La documentazione fotografica allegata alla relazione di sopralluogo e le dichiarazioni spontanee dell'interessato possono essere valorizzate dall'amministrazione e dal giudice per ricostruire la consistenza delle opere abusive e per escludere il difetto di istruttoria.
  • In presenza di opere realizzate senza il permesso di costruire richiesto, l'adozione della misura demolitoria costituisce espressione di attività amministrativa vincolata; le censure fondate su esigenze di ponderazione discrezionale devono pertanto confrontarsi con l'accertata abusività dell'intervento.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEccesso di potereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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