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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27303/2025 del 24/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Reggio Calabria ha confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Palmi nei confronti dell'imputato per furto pluriaggravato di energia elettrica. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione, integrato da memoria successiva, deducendo: 1) violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'affermazione di responsabilità, contestando in particolare la ritenuta consapevolezza della sottrazione di energia; 2) insussistenza delle aggravanti di cui ai nn. 7 e 7-bis dell'art. 625 c.p., con conseguente prospettata prescrizione del reato. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo meramente riproduttivo di censure già esaminate e volto a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio, attività preclusa in sede di legittimità; ha inoltre ritenuto il secondo e il terzo motivo manifestamente infondati perché i giudici di merito avevano adeguatamente motivato sulla consapevolezza dell'imputato rispetto alla condotta delittuosa in atto e, quindi, sulla sussistenza delle aggravanti contestate.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Conseguentemente l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p., al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende. La Corte non è entrata nel merito della responsabilità, già affermata nei gradi di merito per furto pluriaggravato di energia elettrica, ma ha escluso la dedotta insussistenza delle aggravanti e la connessa prescrizione, rilevando l'inammissibilità dei motivi di ricorso.

Norme richiamate

  • art. 625 c.p.

    le aggravanti invocate dal ricorrente sono state ritenute sussistenti sulla base della motivazione dei giudici di merito, che hanno valorizzato la consapevolezza dell'imputato rispetto alla condotta delittuosa in atto

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si limitino a riproporre questioni già esaminate e disattese dai giudici di merito, quando la motivazione impugnata sia giuridicamente corretta e logicamente congrua.
  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle fonti di prova o una lettura alternativa del materiale probatorio, salvo che si indichino specifici travisamenti di emergenze processuali effettivamente decisive.
  • Le doglianze sull'insussistenza di aggravanti sono manifestamente infondate quando i giudici di merito abbiano motivato in modo adeguato sulla conoscenza e consapevolezza dell'agente rispetto alla condotta illecita.
  • La prospettazione della prescrizione del reato collegata alla contestazione delle aggravanti resta priva di rilievo quando il ricorso sia inammissibile per difetto di specificità o per manifesta infondatezza dei motivi.
  • Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende, nella misura ritenuta equa dal giudice di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reatoOnere della prova

Testo integrale

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