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Sentenza

Sentenza n. 731/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 52/2023 del Tribunale di Forlì, Sezione Lavoro, pubblicata in data 28/02/2023.

Giustizia amministrativa202501861

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 52/2023 del Tribunale di Forlì, Sezione Lavoro, relativa al riconoscimento della carta docente per cinque annualità

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del giudice ordinario, passata in giudicato il 22 ottobre 2025, con la quale gli era stata riconosciuta la carta docente per cinque annualità. La sentenza era stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione, ma l'Amministrazione è rimasta inadempiente. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito e l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna non si sono costituiti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso e lo ha accolto, accertando la perdurante inadempienza dell'Amministrazione rispetto a una sentenza definitiva e passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza del Tribunale di Forlì, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza. Per l'ulteriore inadempimento, su istanza del ricorrente, è stato nominato commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale, con facoltà di subdelega, da attivarsi entro i successivi 90 giorni. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato, fissare un termine per l'adempimento e nominare un commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato quando l'amministrazione, nonostante la notificazione della decisione e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni, rimanga inadempiente.
  • In presenza di perdurante inerzia amministrativa nell'esecuzione del giudicato, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine perentorio e nominare contestualmente un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza di parte in caso di ulteriore inadempimento.
  • L'esecuzione del giudicato deve avvenire nel rispetto delle statuizioni contenute nella sentenza definitiva, con detrazione degli importi eventualmente già corrisposti dall'amministrazione.
  • La soccombenza nel giudizio di ottemperanza comporta la condanna dell'amministrazione inadempiente alle spese processuali e alla restituzione del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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