Sentenza del 13/02/2018 n. 592 - Comm. Trib. Prov. Milano
Iva - Cessioni di beni intracomunitarie - Effettiva spedizione della merce in altro Stato membro - Franco fabbrica - Documento di trasporto - Buona fede del cedente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava la prova dell’effettiva spedizione dei beni in un altro Stato membro dell’Unione europea nell’ambito di cessioni effettuate con clausola "franco fabbrica". Il cedente doveva dimostrare che la merce aveva lasciato il territorio nazionale, ma aveva prodotto documenti di trasporto sottoscritti dagli spedizionieri internazionali e attestanti la presa in carico dei beni. L’Ufficio aveva valorizzato le risposte carenti o non esaustive degli spedizionieri ai questionari inviati diversi anni dopo le operazioni, ritenendole insufficienti a provare l’avvenuta spedizione.
La decisione
La pretesa fiscale è stata ritenuta infondata. La presenza dei documenti di trasporto, firmati dagli spedizionieri e riferibili alla presa in carico della merce, era idonea a dimostrare la buona fede del cedente e a rendere ragionevole la sua convinzione che i beni fossero stati effettivamente spediti verso un altro Stato membro. Le carenze nelle risposte degli spedizionieri, intervenute a distanza di anni, non potevano essere imputate al cedente. Le cessioni sono state quindi considerate non imponibili ai fini IVA.
Norme richiamate
Disciplina IVA delle cessioni intracomunitarie
Le cessioni di beni verso un soggetto di altro Stato membro possono beneficiare della non imponibilità IVA quando è dimostrato che i beni sono stati effettivamente spediti o trasportati fuori dal territorio nazionale.
Clausola di spedizione "franco fabbrica"
La clausola non esclude di per sé la non imponibilità della cessione. Se lo spedizioniere prende in carico la merce e sottoscrive i documenti di trasporto, il cedente può ragionevolmente confidare nell’effettiva spedizione intracomunitaria, purché agisca in buona fede.
Documenti di trasporto rilasciati da corrieri internazionali
I documenti di trasporto costituiscono elementi probatori rilevanti dell’uscita dei beni dal territorio nazionale e possono essere sufficienti a dimostrare la buona fede del cedente, anche se le operazioni rappresentano quantitativi modesti rispetto al volume d’affari.
Massime di principio
- Nelle cessioni intracomunitarie il cedente deve conservare elementi oggettivi che dimostrino la spedizione o il trasporto dei beni verso un altro Stato membro.
- La clausola "franco fabbrica" non comporta automaticamente la perdita della non imponibilità IVA: rilevano la presa in carico della merce da parte dello spedizioniere e la documentazione di trasporto.
- Il cedente non risponde automaticamente delle informazioni incomplete o tardive fornite dallo spedizioniere, soprattutto quando siano state richieste dall’Amministrazione molti anni dopo i fatti.
- La buona fede del cedente può essere riconosciuta quando egli abbia adottato cautele documentali ragionevoli e non disponga di elementi concreti che facciano dubitare dell’effettiva destinazione intracomunitaria dei beni.
- In situazioni analoghe è opportuno conservare documenti di trasporto firmati, dati identificativi dello spedizioniere, ordini, fatture, pagamenti e ogni ulteriore prova della consegna o della destinazione dei beni.
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