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Sentenza

Sentenza n. 931/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento definitivo di rigetto, notificato con nota prot. n. 032368 dell'11.7.2025, a firma del Dirigente ad interim del Servizio Amministrazione Beni del Demanio Armentizio, ONC e Riforma Fondiaria - Dipartimento Bilancio, Affari Generali e Infrastrutture - Sezione Demanio e Patrimonio della Regione Puglia, nonché di tutti gli atti presupposti, consequenziali e comunque connessi ed in particolare del preavviso di rigetto ex art. 10 bis della legge n. 241/90 prot. n. 0340356 del 23.6.2025.

Giustizia amministrativa202500845

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego regionale del rinnovo, per l'anno 2025, della concessione annuale di un terreno pubblico e diniego della richiesta di acquisto del medesimo bene

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato il diniego definitivo regionale relativo sia all'istanza di rinnovo della concessione annuale di un terreno pinetato sito in località Alimini, sia alla precedente richiesta di acquisto del suolo, oltre al preavviso di rigetto ex art. 10-bis l. 241/1990. Quanto al rinnovo della concessione, ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 14 l.r. Puglia n. 20/1999, violazione degli artt. 1, 2 e 3 l. n. 241/1990, errore sui presupposti, difetto di istruttoria e motivazione, illogicità, contraddittorietà, irrazionalità, travisamento, sviamento e violazione del legittimo affidamento. Quanto alla richiesta di acquisto, ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 22-ter l.r. Puglia n. 4/2013 e dell'art. 13 l.r. Puglia n. 20/1999, errore sui presupposti, difetto di motivazione, contraddittorietà, irragionevolezza e illogicità, violazione dell'art. 10-bis l. n. 241/1990 e del legittimo affidamento. La Regione ha eccepito il difetto di giurisdizione amministrativa sulla controversia concernente l'acquisto del bene, ritenendo competente il giudice ordinario, e ha chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha distinto le due domande. Quanto al diniego relativo all'acquisto del terreno, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in favore del giudice ordinario, ritenendo che la pretesa all'acquisto di un suolo pubblico avesse consistenza di diritto soggettivo. Il riparto è stato individuato applicando il criterio del petitum sostanziale, determinato in base alla causa petendi e all'intrinseca natura della posizione giuridica dedotta, non alla sola pronuncia formalmente richiesta. Il Collegio ha precisato che la controversia riguardava l'esercizio, a monte, del potere negoziale privatistico di non alienare il bene, e non la contestazione di un decreto di trasferimento adottato in violazione di specifiche prerogative del concessionario. La causa può essere riassunta davanti al giudice ordinario nei termini previsti dall'art. 11, comma 2, c.p.a. Quanto al diniego di rinnovo della concessione per l'anno 2025, il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, poiché il titolo richiesto aveva natura annuale e l'efficacia del diniego, riferita alla stagione 2025, si era ormai consumata, rendendo inutiliter data una pronuncia di annullamento. Le spese sono state integralmente compensate in ragione della natura processuale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 11 c.p.a.

    La causa potrà essere riassunta entro il termine di cui all’art. 11, comma 2, c.p.a.

    In caso di declinatoria di giurisdizione, il giudizio può essere riassunto davanti al giudice munito di giurisdizione entro il termine previsto dalla norma.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse

    La domanda è improcedibile quando una situazione di fatto o di diritto sopravvenuta rende certa e definitiva l'inutilità della pronuncia, come nel caso di un atto la cui efficacia si sia consumata.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La società ha contestato anche il preavviso di rigetto, ma il TAR non ha esaminato nel merito le relative censure per la definizione processuale delle domande.

  • art. 22-ter l.r. Puglia n. 4/2013

    La disposizione è stata invocata dalla ricorrente per sostenere la propria pretesa all'acquisto del suolo; il TAR ha distinto la fattispecie da un precedente relativo al trasferimento gratuito del bene a un ente locale.

  • art. 13 l.r. Puglia n. 20/1999

    La disposizione è stata richiamata tra i parametri di legittimità del diniego di acquisto, senza essere esaminata nel merito a causa del difetto di giurisdizione.

  • art. 14 l.r. Puglia n. 20/1999

    La disposizione è stata invocata contro il diniego di rinnovo della concessione, ma le relative censure non sono state esaminate per la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • Il riparto di giurisdizione deve essere stabilito in base al petitum sostanziale, individuato attraverso la causa petendi e l'intrinseca natura della posizione giuridica dedotta, anziché in base alla sola pronuncia formalmente richiesta.
  • La controversia sulla richiesta di acquisto di un bene pubblico appartiene alla giurisdizione ordinaria quando riguarda l'esercizio del potere negoziale privatistico dell'amministrazione di non alienare il bene e la posizione fatta valere ha consistenza di diritto soggettivo.
  • La domanda di annullamento di un diniego relativo a una concessione annuale diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando sia decorso il periodo di efficacia del titolo richiesto e non residui alcuna utilità concreta e attuale derivante dalla pronuncia giudiziale.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniGiurisdizione e ripartoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneSopravvenuta carenza di interesse

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