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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29888/2022 del 27/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità per i reati di tentata rapina e lesioni aggravate (unificati dalla continuazione) e aveva riformato il trattamento sanzionatorio. Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizi di motivazione: errata valutazione delle prove e incertezza sull'autore del reato; errata qualificazione giuridica (si contestava che fosse tentativo per inidoneità degli atti); assenza di richiesta da parte dell'imputato; inesistenza di lesioni e di impiego del coltello; difetto di causalità tra condotta e reati contestati; erronea applicazione della circostanza aggravante di cui all'art. 61, comma 1, n. 1 cod. pen.; infine censurava il complessivo trattamento sanzionatorio per eccessività e per il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato soltanto con riferimento alle pene accessorie: ha annullato senza rinvio la decisione impugnata limitatamente alle pene accessorie e le ha rideterminate nella sola interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile per motivi non consentiti o privi della specificità prescritta (motivi meramente ripetitivi di doglianze di fatto già esaminate e disattese in sede di merito). La Corte ha confermato l'affermazione di responsabilità e ha osservato che l'aggravante di cui all'art. 61, comma 1, n. 1 era già stata esclusa dal Tribunale.

Norme richiamate

  • d.l. n. 137 del 2020, conv. in l. n. 176 del 2020

    Procedimento svolto nelle forme speciali previste dalla normativa emergenziale; mera indicazione della forma processuale seguita

  • art. 581 cod. proc. pen.

    Limita i motivi di ricorso per cassazione: non sono ammessi motivi che si riducono a doglianze di fatto; la Corte ha ritenuto tali molte delle censure sulla valutazione probatoria

  • art. 591 cod. proc. pen.

    art. 591, comma 1, lett. c)

    Richiede specificità nei motivi di cassazione; motivi meramente reiterativi di doglianze già esaminate sono inammissibili

  • art. 61 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata in ricorso; la Corte ha rilevato che tale aggravante era stata già esclusa in primo grado e che la difesa non ha adeguatamente contestato tale esclusione

  • principio di rideterminazione delle pene accessorie

    Se la pena principale è stata ridotta, le pene accessorie devono essere rideterminate di conseguenza; la Corte ha annullato e rideterminato le accessorie nella sola interdizione dai pubblici uffici per 5 anni

Massime di principio

  • In Cassazione non sono ammesse censure che si limitano a contestare la valutazione di fatto operata dal giudice di merito; i motivi devono essere di diritto e sufficientemente specifici
  • Motivi che riproducono doglianze già esaminate e rigettate in appello sono inammissibili per mancanza di specificità ai sensi degli artt. 581 e 591 c.p.p.
  • La configurazione del tentativo può sussistere anche se l'azione si arresta a causa della resistenza delle vittime o dell'intervento dell'autorità: ciò che conta è che la realizzazione del reato si sia interrotta per cause indipendenti dalla volontà dell'autore
  • Elementi materiali rinvenuti sulla scena (es. coltello) costituiscono prova rilevante dell'impiego di un'arma, salvo prova contraria convincente
  • Le circostanze aggravanti devono essere affrontate esplicitamente in grado di legittimità se si intende contestarne l'esclusione o l'applicazione; non basta un'accusa generica
  • Se la pena principale viene modificata in sede di legittimità, le pene accessorie devono essere ricalcolate e possono essere oggetto di annullamento/rideterminazione autonoma
  • Per aumentare le chance di successo in Cassazione è opportuno fondare i motivi su errori di diritto, violazioni di norme processuali, o carenze motivazionali specificamente indicate, evitando la mera ripetizione di censure di fatto

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