Cassazione Penale, Sentenza n. 17792/2026 del 18/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente ha chiesto la restituzione nel termine per impugnare la sentenza del Tribunale di Forlì n. 64/2023 sostenendo di essere venuta a conoscenza del deposito della sentenza solo dopo il suo passaggio in giudicato a causa del blocco del conto corrente su cui era delegata a operare. Ha invocato caso fortuito e forza maggiore per giustificare la mancata impugnazione nei termini.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha rilevato che la sentenza era stata depositata il 17 aprile 2023 e che i motivi erano stati depositati entro il termine di 90 giorni, esonerando la cancelleria da obblighi di comunicazione. Dagli atti risulta che la difesa aveva richiesto copia della sentenza il 14 e il 15 marzo 2023 (prima della scadenza del termine) e successivamente il 29 maggio 2024 (tardi). La Corte ha ritenuto che non sia stato dimostrato un impedimento inderogabile o una diligente e straordinaria attività di sollecito tale da giustificare la restituzione in termini, e ha quindi confermato il rigetto dell'istanza e condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
Norme richiamate
decreto-legge n. 61 del 1° giugno 2023
menzionato rispetto agli eventi alluvionali a partire dal 1° maggio 2023
Richiamato dalla difesa come possibile ostacolo all'accesso alla cancelleria, ma la Corte ha ritenuto che gli eventi regolati dal decreto non giustifichino la mancata impugnazione nel caso concreto, essendo la sentenza depositata il 17 aprile 2023 e le presunte consultazioni successive al deposito non idonee a provare un impedimento inderogabile
art. 616 cod. proc. pen.
citato in relazione all'onere delle spese
Applicato per condannare la ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso
giurisprudenza di legittimità (Sez. U, n. 698 del 24/10/2019, Sinito; Sez. 2, n. 39211 del 24/09/2024, Pozzi; Sez. 5, n. 29340 del 19/04/2023, Suares)
note le relative pronunce indicate nella motivazione
Richiamate per il principio secondo cui, ai fini della restituzione in termini, il difensore deve non solo dimostrare di aver richiesto copia della sentenza, ma anche di aver posto in essere ogni possibile diligente iniziativa per sollecitarne il rilascio (incluso l'accesso fisico alla cancelleria), salvo che l'accesso sia stato impedito in modo inderogabile da provvedimenti emergenziali
Massime di principio
- La restituzione in termini richiede la prova di comportamenti diligenti e tempestivi del difensore per ottenere copia della sentenza: semplici richieste tardive o non supportate da solleciti efficaci sono generalmente insufficienti
- Se i motivi di impugnazione sono stati depositati entro il termine previsto, la cancelleria è esonerata dall'obbligo di comunicazione e l'interessato è ritenuto responsabile di monitorare la disponibilità degli atti
- Eventuali provvedimenti emergenziali o calamità giustificano la mancata impugnazione solo se è dimostrabile che hanno impedito in modo inderogabile qualsiasi accesso alle cancellerie o altre modalità ragionevoli per ottenere gli atti
- Le richieste di copia effettuate dopo la scadenza del termine non possono giustificare la restituzione in termini a meno che non si dimostri un concreto e oggettivo impedimento antecedente e insuperabile
- Per aumentare le probabilità di ottenere la restituzione in termini è consigliabile documentare tutte le comunicazioni (PEC, email, telefonate), i tentativi di accesso fisico alla cancelleria e ogni provvedimento emergenziale che abbia effettivamente impedito l'accesso
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