Sentenza n. 3689/2026 - Roma, Sezione 1T
Ricorso ai sensi dell'art 117 cpa avverso il silenzio-inadempimento serbato dalla Questura di Roma sulla richiesta di conversione di permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata in data 18.01.2023, nonché per l'accertamento dell'obbligo della Questura di Roma concludere il procedimento con conseguente rilascio del permesso di soggiorno per lavoro previo accertamento della sussistenza dei relativi presupposti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento della Questura di Roma sull'istanza di conversione del permesso di soggiorno presentata il 18 gennaio 2023
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento serbato dalla Questura di Roma sulla richiesta di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento e il conseguente rilascio del titolo, previo accertamento della sussistenza dei relativi presupposti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l'Amministrazione, con atto del 9 febbraio 2026, aveva definito l'istanza mediante la consegna al ricorrente del titolo di soggiorno richiesto. È stata quindi meno la situazione di inerzia oggetto del giudizio e l'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Le spese di giudizio sono state compensate, con salva rifusione del contributo unificato in favore del difensore dichiaratosi antistatario ai sensi dell'art. 93 c.p.c.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Ricorso avverso il silenzio-inadempimento
Disciplina l'azione contro il silenzio dell'amministrazione e l'accertamento dell'obbligo di provvedere.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse
Consente la declaratoria di improcedibilità quando, per fatti sopravvenuti, viene meno l'interesse alla decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice nell'ambito della definizione in rito del giudizio.
art. 93 c.p.c.
Richiamato per la rifusione del contributo unificato in favore del difensore dichiaratosi antistatario.
Massime di principio
- L'azione avverso il silenzio-inadempimento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione definisce l'istanza e consegna il titolo richiesto, facendo venir meno l'inerzia oggetto della controversia.
- Quando il giudizio avverso il silenzio è definito in rito per sopravvenuta carenza di interesse a seguito dell'adozione del provvedimento amministrativo, le spese possono essere compensate; resta salva la rifusione del contributo unificato secondo quanto disposto dal giudice.
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