Cassazione Penale, Sentenza n. 41789/2024 del 13/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso contestava la sentenza di appello sotto due profili: 1) violazione di legge per errata applicazione dell'art. 319 quater cod. pen., sostenendo che la Corte aveva qualificato la condotta come induzione indebita basandosi su deposizioni testimoniali inattendibili e disattendendo la prova a discarico; 2) violazione dell'art. 495 cod. proc. pen., per mancata assunzione di prove decisive, ossia per non aver escusso testi indicati dalla difesa che avrebbero potuto modificare la ricostruzione dei fatti.
La decisione
La Corte suprema ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ritenendo che il fatto non sussiste. Ha ritenuto decisivo il profilo della qualifica soggettiva: Cagol, addetto all'obitorio con mansioni di preparazione e vestizione delle salme, svolgeva compiti materiali e meramente esecutivi privi di poteri discrezionali o decisionali. Poiché l'art. 319 quater cod. pen. è delitto proprio riservato al pubblico ufficiale o all'incaricato di pubblico servizio, l'assenza di tale qualifica ha determinato l'insussistenza del reato contestato indipendentemente dalle altre doglianze (quali l'ammissibilità delle prove).
Norme richiamate
art. 319 quater cod. pen.
il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio che, abusando della qualita', induca taluno a dare o promettere
La norma punisce solo chi rivesta la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; la sussistenza del reato dipende quindi dalla qualifica soggettiva dell'agente e non puo' essere presunta sulla base della sola materialita' della condotta.
art. 358 cod. pen.
agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio; per pubblico servizio deve intendersi un'attivita' disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale
La disposizione delimita la nozione di pubblico servizio: rileva la natura pubblicistica dell'attivita' svolta e non la sola qualita' dell'ente o del rapporto di lavoro. Tuttavia, sono esclusi dalla qualifica gli incarichi costituiti da mere mansioni d'ordine o da prestazioni meramente materiali, prive di discrezionalita'.
riforma legge 26 aprile 1990 n. 86
Ha introdotto il criterio della disciplina pubblicistica dell'attivita' come elemento determinante per la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, superando la precedente concezione basata solo sul rapporto di dipendenza.
art. 495 cod. proc. pen.
Richiamato nel ricorso per la mancata assunzione di prova decisiva; la Corte pero' ha deciso il ricorso sulla questione preliminare della qualifica soggettiva, senza dover esprimersi sulla presunta omissione probatoria.
Massime di principio
- Perche' si configuri il reato di induzione indebita (art. 319 quater) e' necessario che l'agente sia pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio; l'accertamento della qualifica soggettiva e' preliminare e decisivo.
- La qualifica di incaricato di pubblico servizio esclude chi svolge mansioni meramente materiali o d'ordine prive di poteri discrezionali: la natura dell'attivita' concreta svolta prevale sulla natura pubblica dell'ente o del rapporto di lavoro.
- Se manca la qualifica soggettiva richiesta dalla norma penale, la condotta, anche se moralmente censurabile o consistita in pressioni per ottenere denaro, non integra il reato previsto da quella norma e puo' portare all'annullamento per insussistenza del fatto.
- Le doglianze procedurali (es. mancata escussione di testi ex art. 495) rilevano solo se la decisione non puo' essere risolta su questioni preliminari di diritto; se invece la questione pregiudiziale (es. qualifica) e' decisiva, le questioni probatorie possono restare ininfluenti.
- In ipotesi analoghe e' fondamentale documentare la sussistenza di poteri o di una concreta posizione di rilievo pubblicistico dell'agente (margine di discrezionalita', compiti di decisione o certificazione) per configurare delitti che richiedono la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
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