Cassazione Penale, Sentenza n. 25311/2022 del 04/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che dichiarava inammissibile un incidente di esecuzione relativo all'esecuzione di un decreto di sequestro preventivo (ex art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74). Contestavano che, nonostante l'esistenza di beni intestati alle società Angolana srl e Angolana Carni srl, fosse stato eseguito il sequestro sui beni personali degli indagati (sequestro per equivalente) invece di sottoporre a sequestro diretto i beni societari riconducibili al profitto del reato; inoltre hanno censurato che il giudice avrebbe errato dichiarando l'istanza riproduttiva di un precedente incidente già deciso il 18/05/2021 e non avrebbe valutato un nuovo motivo relativo all'integrazione del decreto di sequestro.
La decisione
La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che la nuova istanza fosse, in gran parte, mera riproposizione di questioni già oggetto dell'incidente del 18/05/2021 (provvedimento tempestivamente impugnato), e che le questioni attinenti all'integrazione del decreto di sequestro dovessero essere dedotte con il ricorso ex art. 309 c.p.p.; per tali ragioni i motivi relativi al merito non sono stati esaminati nel merito. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e, in via equitativa, al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende, tenuto conto della sentenza della Corte costituzionale n.186/2000.
Norme richiamate
art. 12-bis d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Consente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (diretta o per equivalente). La Corte ha richiamato la norma come fondamento del decreto di sequestro e ha ritenuto che le contestazioni sull'applicazione e sull'integrazione del decreto debbano essere sollevate con gli strumenti processuali corretti.
art. 666 c.p.p.
Norma sul procedimento per l'incidente di esecuzione. La Corte ha ritenuto ammissibile dichiarare inammissibile un nuovo incidente che ripropone le medesime questioni già decise in precedente incidente, specie se quella decisione è tempestivamente impugnata.
art. 309 c.p.p.
Strumento di impugnazione indicato dalla Corte per contestare l'integrazione del decreto di sequestro: le questioni inerenti modifiche o integrazioni del decreto originario devono essere dedotte con il ricorso previsto da questa norma, non con un nuovo incidente meramente ripetitivo.
art. 240 c.p.
Citato dai ricorrenti in relazione alla configurazione del profitto del reato; la Corte non ha esaminato nel merito l'argomento perché lo ha ritenuto precluso dalla precedente decisione e dall'errata modalità di impugnazione.
art. 321 c.p.p.
Richiamato dai ricorrenti in tema di motivazione; la Corte ha ritenuto le censure inammissibili per le ragioni procedurali indicate e quindi non vi è stato esame sostanziale della presunta carenza di motivazione.
art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina la condanna alle spese processuali in Cassazione; la Corte ha condannato i ricorrenti alle spese ai sensi di tale articolo.
Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n.186
Richiamata per valutare la determinazione equitativa della somma da versare alla Cassa delle Ammende e per escludere una sanzione più gravosa in mancanza di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- Non proporre nuovamente, tramite incidente di esecuzione, questioni già decise con precedente incidente: se la precedente decisione è stata impugnata, la riproposizione delle stesse censure può essere dichiarata inammissibile come mera ripetizione.
- Se il decreto di sequestro viene integrato o modificato (es. per includere beni societari), la via ordinaria per impugnare tale integrazione è il ricorso previsto dall'art. 309 c.p.p.; non sempre l'incidente di esecuzione è lo strumento corretto per contestare modifiche del decreto originario.
- Le contestazioni sul sequestro diretto dei beni societari rispetto al sequestro per equivalente richiedono elementi probatori chiari sulla riconducibilità dei beni al profitto del reato e devono essere sollevate nella sede processuale competente e con il mezzo processuale corretto.
- Il giudice può dichiarare inammissibile una domanda ritenendola meramente riproduttiva; in tali casi il merito non viene esaminato e la parte rischia condanne alle spese e somme alla Cassa delle Ammende se non comprovata l'assenza di colpa.
- Per evitare l'inammissibilità, precisare in modo chiaro e documentato eventuali nuovi elementi o motivi diversi rispetto a quelli già proposti, spiegando perché costituiscono novità rispetto alla pronuncia precedente.
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