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Sentenza

Sentenza n. 2697/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della Sentenza Tribunale di Pavia n. 425/2025 pubbl. il 02/07/2025 passata in giudicato.

Giustizia amministrativa202600174

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Pavia che aveva ordinato l'accredito di € 500,00 sulla carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito a una sentenza del Tribunale di Pavia, passata in giudicato, con la quale l'amministrazione era stata condannata ad accreditare € 500,00 sulla carta elettronica del docente per l'anno scolastico 2023/2024. La sentenza era stata notificata al Ministero il 16 settembre 2025 con richiesta di adempimento. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha provato di avere effettuato l'accredito il 15 aprile 2026. Il ricorrente ha quindi chiesto una pronuncia di cessazione della materia del contendere, insistendo per la condanna dell'amministrazione alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha ritenuto procedibile il ricorso, poiché, dopo la notificazione della sentenza, era decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge n. 669/1996, convertito dalla legge n. 30/1997. Nel merito ha dichiarato cessata la materia del contendere, avendo il Ministero accreditato le somme dovute sulla carta docente e avendo così integralmente eseguito il giudicato. Le spese sono state poste a carico dell'amministrazione in applicazione del principio della soccombenza virtuale, considerando che l'adempimento è intervenuto dopo la proposizione del ricorso. L'importo è stato liquidato in € 800,00 per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza alla sentenza passata in giudicato.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso di ottemperanza è stato ritenuto procedibile poiché era decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza con richiesta di adempimento.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, la materia del contendere cessa e il giudice deve dichiarare la cessazione del giudizio, senza necessità di ulteriori statuizioni esecutive.
  • L'adempimento dell'amministrazione successivo alla proposizione del ricorso non esclude la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale: le spese possono essere poste a carico dell'amministrazione se il ricorso era procedibile e fondato al momento della sua proposizione.
  • Il giudizio di ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario è procedibile, nei confronti di una pubblica amministrazione, dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza con richiesta di adempimento, previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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