Sentenza del 16/01/2017 n. 20 - Comm. Trib. Prov. Lecco
Notaio - Incidenza dei costi - Valore indiziario - Visure e trascrizioni - Società dei fratelli - Coerenza con valore normale di mercato - Antieconomicità - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L’Amministrazione aveva contestato l’antieconomicità della gestione dello studio notarile, desumendola dalla diversa incidenza percentuale del costo del personale sui ricavi rispetto ad altri notai e dai costi sostenuti per visure e trascrizioni affidate a una società composta dai fratelli del notaio. Secondo l’Ufficio, tali elementi potevano indicare costi non congrui o una gestione fiscalmente anomala.
La decisione
La contestazione è stata respinta. La diversa incidenza del costo del personale costituisce un elemento meramente indiziario e non dimostra, da sola, l’antieconomicità, poiché la redditività e l’organizzazione degli studi notarili possono variare anche a parità di ricavi. È stata inoltre esclusa la rilevanza fiscale del rapporto con la società dei fratelli, non essendo stato provato alcun comportamento elusivo e risultando i costi delle visure allineati ai valori di mercato. È stato ritenuto legittimo anche determinare preventivamente e in modo forfetario i costi di alcuni servizi mediante budget, indipendentemente dal numero effettivo delle prestazioni svolte.
Norme richiamate
Principio generale di antieconomicità e valore normale di mercato
La sola divergenza rispetto a parametri medi o comparativi non prova l’antieconomicità. Occorre una valutazione complessiva e concreta, supportata da elementi idonei a dimostrare l’irrazionalità dei costi o l’inesistenza, simulazione o finalità elusiva delle operazioni.
Principio di libertà organizzativa dell’attività professionale
Il professionista può scegliere autonomamente le modalità di organizzazione dello studio, le tariffe applicate, l’impiego del personale e il ricorso a soggetti esterni, purché i costi siano effettivi, documentati e coerenti con valori di mercato.
Non obbligatorietà delle tariffe professionali
L’assenza di tariffe obbligatorie consente a professionisti diversi di conseguire redditività differenti a parità di fatturato e di sostenere costi del personale diversi in funzione delle tariffe, dell’organizzazione e delle modalità di svolgimento dell’attività.
Massime di principio
- Un confronto statistico con altri professionisti o con valori medi di settore ha normalmente valore indiziario e non è sufficiente, da solo, a fondare una rettifica fiscale per antieconomicità.
- Per contestare costi professionali occorrono elementi concreti che ne dimostrino l’inesistenza, la non inerenza, la sproporzione manifesta rispetto al mercato o la finalità elusiva.
- L’affidamento di servizi a società riconducibili a familiari non è automaticamente illecito o fiscalmente irrilevante: deve essere verificata la realtà delle prestazioni, la congruità dei prezzi e l’eventuale presenza di vantaggi indebiti.
- La determinazione forfetaria o preventiva dei costi tramite budget può essere legittima se rientra nella normale organizzazione dell’attività e non viene smentita da elementi di artificiosità o di sovrafatturazione.
- La valutazione dell’antieconomicità deve considerare il complesso dell’attività e le sue specifiche modalità organizzative, non un singolo indice percentuale isolato.
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