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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48304/2022 del 20/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto che ha confermato l'applicazione della misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni e la cauzione di euro 3.000,00. Il ricorrente deduceva che la Corte non avesse svolto una autonoma valutazione della sussistenza e dell'attualità della pericolosità sociale qualificata (art. 4 lett. a e b D.Lgs. 159/2011), avendo invece fatto un 'automatisma' di recepimento della valutazione cautelare e senza valutare l'effetto rieducativo o di mutamento conseguito dallo stato detentivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il gravame si risolvesse in contestazioni della motivazione (illogicità o contraddittorietà) che non sono deducibili in cassazione in materia di misure di prevenzione, non essendo dedotta una chiara violazione di legge. Quanto al merito dei principi applicati, la Corte ha confermato che il giudice di merito ha correttamente valutato l'attualità della pericolosità, valorizzando il ruolo dirigenziale del proposto nella 'ndrangheta, l'assenza di indici di allontanamento dal contesto criminale e la persistenza dei presupposti della misura nonostante lo stato detentivo. Per effetto della declaratoria di inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 159/2011 (codice antimafia) art. 4 lett. a) e b)

    Definisce la pericolosità sociale qualificata; la Corte ha ritenuto che la pericolosità di Morelli fosse configurabile alla luce del suo coinvolgimento in ambienti mafiosi e in associazione per delinquere nel settore degli stupefacenti

  • D.Lgs. 159/2011 art. 14 commi 2-bis e 2-ter

    Introducono l'obbligo per il giudice di verificare in concreto la persistenza della pericolosità sociale, specialmente dopo un periodo di detenzione, motivando perché la detenuta o il detenuto restino pericolosi

  • Codice di procedura penale art. 616

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di imporre una somma a favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha applicato tale norma condannando il ricorrente

Massime di principio

  • In cassazione avverso provvedimenti di prevenzione sono deducibili principalmente violazioni di legge: i vizi meramente motivazionali o di fatto sono inammissibili se non accompagnati da chiara violazione normativa.
  • Il giudice del merito deve effettuare una verifica concreta e motivata dell'attualità della pericolosità sociale, soprattutto quando sia intervenuta detenzione tra i fatti valutati e il giudizio di prevenzione.
  • La detenzione non annulla automaticamente la possibilità di applicare misure di prevenzione, ma il giudice deve valutare se dalla detenzione emergano elementi di effettivo mutamento (es. ritenuta risocializzazione o assenza di ulteriori condotte).
  • Se sussistono elementi recenti di pericolosità (es. ruolo dirigente nell'organizzazione, persistenza di attività criminale, nessun indice di distacco) il giudice può ritenere la pericolosità ancora attuale anche in presenza di stato detentivo.
  • Impugnazioni generiche che lamentano un 'automatisimo' tra misure cautelari e di prevenzione rischiano di essere dichiarate inammissibili se non puntualizzano la specifica violazione di legge o non producono elementi concreti dimostranti il mutamento della situazione personale.

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